Novant'anni di ricerca sul cancro Dai cittadini 5 milioni di euro

Ha preso il via il programma quadriennale di ricerca formulato dall'Istituto Nazionale dei Tumori, primo in Italia tra gli IRCCS oncologici e centro di riferimento nazionale e internazionale per i tumori più frequenti e per quelli più rari e pediatrici, per migliorare la pianificazione delle strategie e la messa a punto di quattro innovative linee di ricerca: prevenzione primaria, secondaria e diagnosi precoce (la prima), medicina di precisione e innovazione tecnologica farmacologica e non (la seconda), complessità e tumori rari (la terza), Ricerca sanitaria e «outcome research» (la quarta).

L'attenzione alla ricerca e in particolare alla traslazionale è forte e rimane il primo obiettivo del lavoro dei ricercatori. «La ricerca si mantiene sempre a livelli elevati, tanto da rappresentare spesso lo start ai cambiamenti nella diagnosi e nella cura spiega il direttore generale Luigi Cajazzo Questo rende l'INT il riferimento nazionale e internazionale in campo oncologico». La ricerca ha fatto passi da gigante e continua a segnare tappe importanti nella lotta al cancro. Basti pensare ai Basket study che testano l'efficacia dei farmaci in pazienti che non hanno più un unico tumore, ma malattie diverse che condividono lo stesso profilo molecolare. Oppure alla possibilità per alcune forme tumorali di scegliere la terapia personalizzata in funzione del profilo genetico e molecolare del paziente. «Emerge sempre di più un fenomeno noto, ed ora molto studiato, cioè la capacità del cancro di mutare e resistere alle terapie spiega il direttore scientifico Giovanni Apolone . Questo ci sta portando a delineare una ricerca sempre più tecnologica, ma senza perdere di vista il paziente che andrà seguito nel tempo». Ecco allora che per Medicina di Precisione e Medicina Personalizzata non si intendono solo le terapie mirate alle caratteristiche del tumore, ma soprattutto di una maggior precisione in ogni campo di azione della medicina, dalla prevenzione primaria alla sorveglianza del paziente.

I cittadini hanno un ruolo primario nel finanziamento dei progetti, grazie soprattutto alle donazioni del 5 per mille. «Nel biennio 2016-2017 sono stati allocati cinque milioni di euro, destinati a diversi progetti» conclude Apolone.

MBr