Nuove linee per 60 km e metrò nell'hinterland I capolinea del futuro

Troppe auto in città oggi: la rete deve crescere Si andrà fino a Trezzo, Pioltello e Vimercate

Alberto Giannoni

Metropolitane fino a Baggio ma anche nell'hinterland e oltre. A Paderno Dugnano, Settimo Milanese, fino a Paullo, Trezzo sull'Adda, Vimercate, Binasco.

Così potrebbe crescere la rete del metrò milanese da qui al 2035. In una delle prime sedute dopo la pausa estiva arriverà in Consiglio regionale il nuovo Programma regionale della Mobilità e dei Trasporti. E ci arriverà 34 anni dopo l'ultimo piano simile (che risale al 1982). «L'approccio è assolutamente innovativo - spiega il relatore Fabio Altitonante (Forza Italia) - Il nostro obiettivo è una visione infrastrutturale di lungo periodo. Per rendere la Lombardia ancora più connessa, accessibile e competitiva con le grandi città europee».

Venti anni dunque, questo l'orizzonte del nuovo strumento di pianificazione. Una parte rilevante del piano riguarda Milano e la Grande Milano. Obiettivi generali sono la riduzione del traffico veicolare e dell'inquinamento, il miglioramento della sicurezza, un servizio qualitativamente più efficiente. Oggi è legata alla Grande Milano tanta parte della mobilità generata in Lombardia (il 30% in uscita e il 40% della entrata). Il 50% degli spostamenti che interessano Milano-città (1,7-1,8 milioni al giorno) sono spostamenti di scambio (fra interno ed esterno). Insomma, chi si muove dentro Milano utilizza spesso i mezzi pubblici ma se devo andare e venire da Milano usa l'auto. Il sistema autostradale tangenziale a Milano presenta traffici giornalieri superiori ai 100mila veicoli al giorno.

Si spiega con questi dati l'esigenza di potenziare le linee ferroviarie ed estendere la rete del metrò. Ed ecco gli interventi previsti: completamento della M5 Bignami-San Siro, realizzazione della M4 Lorenteggio-Linate, e poi il prolungamento della M1 fino a Monza Bettola, della M2 fino a Vimercate e della M3 fino a Paullo. Sono stati inseriti nel piano i prolungamenti della M1 da Bisceglie a Baggio, della M2 da Assago a Rozzano o in alternativa da Assago a Binasco, della M2 da Gessate a Trezzo sull'Adda, della M3 da Comasina a Cormano-Paderno Dugnano. La M3 potrebbe arrivare da San Donato a Peschiera Borromeo-Paullo, la M4 da San Cristoforo a Corsico o Buccinasco. Per la M4 si parla di Segrate e Pioltello, per la M5 di Monza e Settimo Milanese.

Da Cologno a Vimercate si tratta di 9 chilometri, da Gessate a Trezzo sull'Adda il prolungamento sarà di 7 chilometri. Quattro chilometri separano Comasina da Paderno Dugnano, mentre se ne contano 12 fra San Donato e Paullo e 8 fra Assago e Binasco. E ancora: il prolungamento da Bisecglie e Baggio sarà di 3 chilometri. Quattro chilometri fra Linate e Pioltello, 7 fra San Siro e Settimo, come fra Bignami e Monza. «L'ultima metropolitana uscita da Milano - ricorda Altitonante - è stata quella di Assago». Nell'ultimo bilancio, la Regione ha previsto il finanziamento dello studio di fattibilità. Resta ovviamente da fare, nella gran parte dei casi, il lavoro di pianificazione delle singole opere. E resta lo scoglio più difficile, il reperimento dei finanziamenti, come si è visto per i recenti lavori che hanno interessato Milano. L'ultimo passaggio sarà la progettazione delle infrastrutture. Per tutto questo lavoro che dovrebbe occupare l'orizzonte temporale di due decenni, sarà fondamentale la concertazione fra gli enti locali. E fra questi e il governo. «Servirà un lavoro in sinergia - spiega ancora Altitonante - per fare squadra. Questo è uno strumento potente. Il modello sono città e regioni europee come Londra e Baviera, dove c'è un'integrazione vera fra metrò e trasporto su ferro».

La sfida sarà concepire e realizzare questa integrazione fra il metrò tradizionale e il metrò leggero. E fra il metrò e le linee di trasporto ferroviario. Non solo dal punto di vista tecnico. Ma anche gestionale. «Forza Italia - aggiunge ancora il relatore del piano Altitonante - ha dimostrato che nelle infrastrutture ci crede, ricordiamo la legge obiettivo del 2001 che ha dato il via alla cosiddetta metropolitana d'Italia sull'asse Milano-Roma. Con questo provvedimento dimostriamo che crediamo nel potenziamento infrastrutturale con l'obiettivo di sostenere le nostre aziende e migliorare la qualità della vita dei cittadini».