«Obbligatorio il certificato di proprietà»

Un certificato di proprietà per combattere i furti di biciclette. La squadra della polizia locale nata apposta per contrastare questo commercio illecito non agisce solo con le manette, ma anche cercando di diffondere buone pratiche suggerite dai cittadini. Proprio come quest'ultima, un escamotage per frenare i ladruncoli. Gli agenti messi in questa task force sono solo quattro, quindi tra migliaia di segnalazioni, ferie, turni e malattie, raramente possono operare a pieno ritmo. Però i primi risultati sono arrivati: alcune decine di due ruote restituite a proprietari. Ricettatori individuati e sanzionati. Nel complesso molto con le forze a disposizione. E proprio per sopperire alle scarse risorse, il gruppo collabora attivamente con una rete di cittadini che si adopera per ritrovare bici rubate. E proprio da uno di loro è arrivata l'idea: creare un certificato di passaggio di proprietà accompagnato dalla carta d'identità del venditore. In questo modo, anche se il valore legale del documento sarebbe discutibile, si crea una buona pratica per mettere all'angolo i ladruncoli. «Su Vostro consiglio, pubblichiamo di seguito un modulo di dichiarazione vendita velocipede al fine di tutelare la parte acquirente in caso di compravendita di bicicletta usata - scrivono su Facebook gli agenti per presentare il "libretto" - Diffidate nel concludere affari da chi si rifiuta di sottoscrivere tale dichiarazione e di rilasciarvi copia del documento di identità». «Non ci illudiamo certo eliminarlo - ha ammesso Carmela Rozza, assessore alla Sicurezza del Comune - L'intenzione dell'Amministrazione è semmai di circoscriverlo, utilizzando anche la rete di cittadini che aveva iniziato a svilupparsi già in autonomia. Una sorta di rete civica antifurto o come è stato definito da Palazzo Marino un "movimento di autocontrollo dei cittadini, per cui se qualcuno vede armeggiare vicino ad una bicicletta, magari avverte i vigili».

MBon