Odissea per i pendolari: stavolta è saltata la linea

Lo sciopero previsto è stato spostato ma il venerdì è stato comunque di quelli da dimenticare per i pendolari lombardi.
Alle sette del mattino i tabelloni degli orari in stazione lo dicono senza sfumature: la giornata comincia male. Trenta minuti di ritardo per il treno diretto a Milano, 80 minuti per quello diretto a Varese. I pendolari si guardano: «Ci risiamo, anche stavolta arriverò in ufficio alle 10». Ed ecco che per l'ennesima volta si attaccano al cellulare per annunciare il ritardo al capo.
La tensione sulle banchine si taglia con il coltello. E, una volta arrivato il treno, le cose non migliorano. «A bordo ci siamo trovati pigiati come sardine - racconta Sara, pendolare da Canegrate - non si respira e si muore di caldo. Siamo rimasti fermi per un'ora, poi ci hanno spostato su un altro treno». Per chi paga un abbonamento dai 70 euro in su viaggiare ogni giorno come su un carro bestiame non è il massimo. «Sarei disposto a pagare anche il doppio - giura Luca di Legnano, studente prossimo alla laurea - ma affrontare questa odissea ogni mattina e ogni sera è davvero stressante». Ieri, sulla linea Milano-Varese e sulle tratte a sud di Milano, i ritardi sono stati davvero pesanti, ci sono state deviazioni di percorso e cancellazioni di treni. La circolazione ferroviaria è stata interrotta dalle 6,40 nel passante ferroviario. Tutta colpa della caduta della linea aerea nella stazione di Milano Porta Vittoria. Secondo quanto comunica Ferrovie dello Stato, i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana si sono subito messi al lavoro per ripristinare la circolazione dei treni ma ci è voluto un po' di tempo ed è stata colpita la fascia oraria peggiore: quella del mattino, quella dei lavoratori. Alle 8,30 tutto ha ripreso a funzionare ma smaltire i ritardi accumulati sulla rete non è stato immediato sia per i treni provenienti da Lodi, Pavia e Treviglio sia per quelli da Varese. Un guasto. Solo un guasto. Cose che possono capitare. Già, ma per un motivo o per l'altro ogni giorno i pendolari arrivano tardi sul posto di lavoro. È accaduto anche lunedì: quasi un'ora di ritardo sulla Milano-Varese a causa del malore di una passeggera.
Tuttavia anche in una normale giornata senza intoppi, senza tralicci caduti e senza incidenti, i ritardi ci sono: «Non c'è sera che il treno parta puntuale da Porta Garibaldi - denuncia Enrica, impiegata - Ci sono sempre dai dieci ai 20 minuti di ritardo». E tutti si lamentano per il sovraffollamento delle carrozze. Trenord se rende perfettamente conto: «Da diverse settimane si registra un forte incremento di coloro che ogni giorno utilizzano il treno». Per i prossimi tre anni l'azienda prevede 510 milioni di euro di investimento per l'acquisto di nuovi treni e le cose dovrebbero migliorare. «Bene - commenta una pendolare - ma non possiamo vivere tutto l'inverno cosi».