Oggi in Regione parte la battaglia sui trenta milioni per il referendum

Battaglia in consiglio regionale dove oggi approda l'assestamento di bilancio. Un documento approvato dalla giunta Maroni che comprende anche uno stanziamento di 30 milioni di euro (due nel 2014 e 28 nel 2015) per il referendum che chiederà se trasformare la Lombardia in una Regione a statuto speciale. Una consultazione, attacca il Pd, che «non avrebbe effetti giuridici, in quanto la “specialità” è assegnata dalla Costituzione, per la cui modifica occorre un voto del parlamento a maggioranza qualificata in doppia lettura». Pronta una dura opposizione con 40 emendamenti per «utilizzare in modo utile quei 30 milioni (insieme ai 4 che la giunta Maroni si è riservata per la comunicazione)». Tre i temi principali: il lavoro per cui il Pd chiede di destinare 13 milioni di euro per la dote unica, per l'apprendistato e per i contratti di solidarietà, le famiglie per cui il Pd chiede di ripristinare il fondo sociale regionale ai valori dello scorso anno aggiungendo 12 milioni di euro e di incrementare il fondo sociale affitti di 15 milioni e il risarcimento danni per eventi calamitosi come l'esondazione del Seveso, per cui il Pd chiede di incrementare il fondo regionale di 10 milioni di euro. «La Regione non può permettersi di buttare dalla finestra 30 milioni di euro in questo modo - dichiara il capogruppo pd Enrico Brambilla -, soprattutto quando ci sono emergenze vere».

Pronta la replica del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo: «Secondo gli studi della Cgia di Mestre, Regione Lombardia ha un residuo fiscale pari a 42 miliardi di euro all'annuo. Se diventasse una regione autonoma a statuto speciale i 30 milioni previsti per lo svolgimento del referendum consultivo si recupererebbero in solo 6 ore».