Oh Bej! e Artigiano in Fiera: i mercatini vincono sulla crisi

La manifestazione di Rho, in costante crescita, ha toccato il record E tra i gazebo del centro città 500mila visitatori in quattro giorni

L'ouvertoure di Expo 2015 è l'Artigiano in Fiera. Picchi di duecentomila ingressi sono stati un rodaggio evidente per le strutture e infrastrutture milanesi, provate dalla XIX edizione di questa palestra dell'esposizione mondiale a Rho - Pero, che ad ogni edizione monta in scala numerica e qualitativa: cinquantamila le prenotazioni negli hotel.

«Sorpresa tosta davvero. Se nel 2013 è andata bene, quest'anno è andata ancora meglio. I clienti sono ritornati e le persone alla ricerca d'oggetti di nicchia non si tirano indietro. Per fortuna qui la crisi si dimentica. Gli artigiani sono contenti in generale, ma soprattutto quelli che fanno cose fuori dal comune» commenta Flavio Bregoli, che all'Artigiano in fiera ha riproposto le pentole in alluminio prodotte dall'antica azienda di famiglia, Frignani, nel mantovano.

Più dei numeri che sbalordiscono, colpisce la testimonianza di una persona soddisfatta della positività concreta dell'evento fieristico, a dimostrare che i pessimismi pubblici e collettivi vengono sconfitti dalla forza del singolo. L'Artigiano in fiera ha affrontato dieci giorni d'apertura per un totale di 130 ore, vedendo un flusso continuo di persone attirate dai 3.405 stand espositivi con 150 mila prodotti di cento e dieci paesi. Nessun calo di visitatori durante i giorni feriali grazie al mantenimento dell'orario prolungato, dalle 10 alle 22.30, ma soprattutto grazie alla tipologia di oggetti: l'artigianalità che tramanda l'estro italico e che rimbalza nei nostri giorni tecnologici nel piacere di fruire le cose fatte a mano in pezzi unici, non riproducibili, è vittoriosa.

«Dobbiamo dare continuità al successo di questa vetrina sul mondo - commenta Antonio Intiglietta, presidente di Gestione Fiere Spa -. Grazie a Artimondo sul web decine di milioni di persone in Europa possono apprezzare le facce, le storie e i prodotti dei nostri artigiani». A cominciare dal cibo, visto che i 60 ristoranti e aree degustazione vantano un successo di 400 mila pasti e anche il piatto piace semplice, verace, con materie prime ottime sia che sia italiano o straniero. La presenza di ventotto delegazioni estere ha smosso con brio i padiglioni fieristici. L'arcobaleno produttivo dell'Artigiano in Fiera è la miniatura di quello che dovrà essere l'universo di Expo. Ieri l'Immacolata ha chiuso anche gli «Oh bej! Oh bej!» di Sant'Ambrogio. Impossibile camminare alle 14 in mezzo alla folla: in quattro giorni 500 mila visitatori nei 406 gazebo con piante, gioielli, libri. Molti libri quest'anno. E anche per gli «Oh bej!» la stessa formula: vince la fantasia e la manualità. Nella fiera di Sant'Ambrogio, però, non vince l'orario, la chiusura alle 21 ha scontetato molti espositori, visto il riscontro di pubblico ottenuto nelle ore serali.

«Ci hanno detto che il Comune ha preteso questo orario perché dopo le 21 il parco comincia a essere meta di brutte frequentazioni» hanno dichiarato alcuni commercianti.

Ma quale notte vuole Milano? Di certo non quella genuina dei mercatini natalizi che chiudono baracca e burattini in orari da ospedale, quando la fiera artigianale di Rho - Pero certifica che l'apertura fino alle 22.30 è una delle carte vincenti per il record d'affluenza. La mala movida Milano se la cerca se non fa tenere aperti gli «Oh bej!» oltre le 21.