Olimpiadi, pronta la delibera e M5S rema per la Appendino

Ieri il voto in giunta, giovedì il documento in consiglio. Sì da Fi e Lega, Rizzo critico. E i grillini: "Meglio Torino"

Il countdown è partito. La giunta comunale ha approvato ieri la delibera che dice sì alla candidatura di Milano ad ospitare le Olimpiadi invernali del 2026. Un passaggio dirimente per il Coni, che ha assegnato 13 linee guida alla Commissione incaricata di valutare i dossier presentati da Milano, Torino e Cortina. Al quarto punto c'è «l'acquisizione della delibera piena e incondizionata del Consiglio Comunale delle Città», e nella lettera inviata giorni fa ai sindaci il presidente Giovanni Malagò ha fissato il 23 luglio come termine ultimo per inviare il documento (obiettivo: arrivare alla scelta già nella seduta del primo agosto senza rinviare al 10 settembre). Nella proposta di delibera approvata dalla giunta il Comune esprime «la volontà di promuovere e sostenere la candidatura anche nel caso in cui la valutazione del Coni concludesse sull'opportunità per l'Italia di essere rappresentata attraverso una candidatura condivisa con altre realtà territoriali, con Milano quale capofila». Sì dunque all'eventuale ticket con Torino e/o Cortina, anche se la sindaca 5 Stelle Chiara Appendino ha sempre rifiutato finora di partecipare in appoggio a Milano. Milano sarebbe pronta invece a trasferire sulle montagne torinesi già attrezzate dai Giochi 2006 le gare che nel dossier sono previste a Santk Moritz. In delibera si ricorda che Milano ospiterà a settembre 2019 «la 132esima sessione internazionale del Cio», circa 1.500 delegati si riuniranno qui anche per annunciare la sede olimpica.

La palla passa dunque all'aula. Lo staff del sindaco ha anticipato giovedì sera ai capigruppo di maggioranza e opposizione il voto in giunta e la tempistica (stretta) per il consiglio. Lunedì l'assessore Roberta Guaineri è convocata dal Coni a Roma per presentare il dossier. La delibera passerà mercoledì e giovedì in Commissione Sport e approderà giovedì stesso alle 16.30 in aula. Come in Regione, Forza Italia e Lega fanno asse col Pd. «Milano avrà ripercussioni positive in termini di visibilità internazionale, indotto e turismo - sostiene il capogruppo Fi Gianluca Comazzi -. É una sfida ambiziosa da valutare attentamente in ogni aspetto ma che non ci deve spaventare. Il Comune segua l'indirizzo già indicato chiaramente dalla Regione» che ha approvato una mozione bipartisan, unici astenuti i 5 Stelle. Speriamo, ironizza l'azzurro Fabrizio De Pasquale, «che in maggioranza le varie anime ambientaliste non sollevino obiezioni». Detto e forse fatto. Non voterà a occhi chiusi il dem Carlo Monguzzi: «Vorrei capire meglio sia dove e come si realizza il villaggio olimpico e altri aspetti. Finora ne abbiamo parlato 10 minuti con l'assessore Guaineri, non ho visto grandi documenti. Tendenzialmente chi mi conosce sa che non voto a scatola chiusa». Lunedì è già fissata una riunione del Pd per fare quadrato. La scarsa condivisione sul progetto viene sottolineata anche da Basilio Rizzo (Milano in Comune): «Malagò ha il potere di rivitalizzare il Consiglio, avevo chiesto una riunione ma mi hanno dato 15 giorni. Ora vediamo nel merito il progetto, non discuto solo per campanilismo. Chi ne trae vantaggio se parte delle gare si tiene in Svizzera? E se spendiamo per Navigli, M5, Olimpiadi, siamo sicuri di poter investire sul piano periferie?». Il capogruppo Pd Filippo Barberis fa presente che il pre dossier «aveva un grado di riservatezza, nel momento in cui dobbiamo competere con altre città italiane non si possono scoprire le carte, in Commissione verranno dati tutti gli elementi comprese le stime sui costi per tra opere già previste e sponsor saranno quasi nulli». E sottolinea l'«apertura a fare squadra con Torino, ma con Milano capofila».

Remano a favore della grillina Appendino i 5 Stelle. «Aspettiamo di conoscere il dossier e sopratutto i costi - affermano la capogruppo Patrizia Bedori e Gianluca Corrado - ma crediamo che Milano abbia altre priorità, innanzitutto le periferie, senza dimenticare che Torino avrebbe già gli impianti, andrebbero solo riattivati. In termini di sostenibilità, quindi, sarebbe sicuramente la scelta migliore. E le Olimpiadi milanesi si svolgerebbero in gran parte in Valtellina o, addirittura in Svizzera».