Ora fa paura anche il dopo Expo

La Regione a Renzi: «Soldi dal governo per realizzare la cittadella universitaria»

A due sole due settimane, a salire non è solo la febbre dell'inaugurazione. Perché oltre ai padiglioni da completare, le strade che non arrivano e le metropolitane che non partiranno in tempo, a far preoccupare (se possibile ancor di più) è il dopo Expo. Quel milione di mq a Rho-Pero per cui andrà trovata non solo una destinazione urbanisticamente compatibile, ma soprattutto sufficientemente remunerativa per non trasformare i sei mesi dell'evento in un buco nero per le casse pubbliche. E così ieri il governatore Roberto Maroni ha invitato il governo a entrare in Arexpo, la società proprietaria dei terreni. Chiedendo che «ci metta un po' di soldi». Se questo avverrà «con una fusione tra le due società o con un aumento di capitale, si vedrà» ha detto Maroni ricordando che nella società Expo ci sono governo, Comune di Milano e Regione Lombardia, mentre in Arexpo ci sono Comune e Regione, ma non c'è il governo. Quindi «è opportuno che il governo entri, soprattutto se la soluzione sarà il campus universitario». Sfumato infatti il suo progetto di costruire la cittadella olimpica coinvolgendo i privati, a cominciare dal Milan che era interessato a costruirci il nuovo stadio, a rimanere sul tavolo sono il distretto della tecnologia che piace a Comune e Assolombarda oppure il campus universitario suggerito dalla Statale.