Ora da salvare c’è la conca dell’incoronata

«Perdere il treno dell’Expo sarebbe davvero imperdonabile». Empio Malara, architetto, presidente dell’associazione Amici dei Navigli, è convinto che la riqualificazione della conca dell’Incoronata aumenterebbe in città il flusso di turisti e studiosi interessati a Leonardo da Vinci e alle sue scoperte. Perché questo breve percorso che va da Porta Nuova al primo tratto di via San Marco, contiene l’unica e più antica testimonianza del funzionamento dei congegni idraulici ideati dal grande scienziato rinascimentale. Il progetto di recupero è stato finanziato dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia, da A2A, da Navigli Lombardi Scarl e quindi donato al Comune di Milano con tanto di approvazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici. E prevede, all’interno della Conca delle Gabelle, l’inserimento di una fontana-canale alimentata dall’acqua di un pozzo inutilizzato, presente nelle adiacenze? Nel contempo, sul fondo della vasca verrebbero riprodotti i dipinti e i disegni leonardeschi relativi al progetto della conca (che si trovano nel Codice Atlantico custodito alla biblioteca Ambrosiana). L’illuminazione dell’opera, insieme al consumo di energia necessaria a garantire l’acqua corrente nelle vasche, verrebbe alimentata da pannelli fotovoltaici. Costo complessivo dell’opera: un milione di euro circa.
Il pallino, adesso, è nelle mani dell’assessore, Maurizio Cadeo, che starebbe valutando la fattibilità del progetto. Staremo a vedere se, prima del 2015, l’Incoronata tornerà al suo antico e pittoresco splendore o se questa incredibile testimonianza leonardesca rimarrà ancora più incredibilmente territorio per gatti (e umani) abbandonati.