Ore in coda al cimitero: quella triste odissea per una riesumazione

Cinque ore di attesa, doppia coda allo sportello (per registrarsi e per pagare) ed equivoci da chiarire una pratica sì e una pratica no. Siamo all'ufficio esumazioni, cimitero Maggiore, dove chiunque vorrebbe sbrigarsela il più velocemente possibile vista l'amarezza della procedura, ma resta imbrigliato in un incubo burocratico che, se va bene, dura una mattinata intera. Alle 8,30 la fila conta oltre ottanta persone. Alle 9 viene staccato il numero 97, stile banco dei prosciutti, per riesumare il parente defunto 15 anni fa. Comincia l'attesa, estenuante, per molti in piedi e al caldo. C'è chi arriva da Pisa, chi ha preso il permesso dal lavoro, chi chiama in ufficio dicendo: «Non so se ce la faccio prima della pausa pranzo». «Mi hanno convocato alle 8,30 - si lamenta Gabriele, chiamato per far cremare il nonno sepolto dal 1996 - e non sono riuscito ad arrivare allo sportello prima delle 11».
Giorgia, 37 anni, si trova a vivere una vera e propria beffa. Mentre lei è in fila assieme alla mamma e al fratello per sbrigare tutte le pratiche, il corpo della nonna, sepolta al cimitero Maggiore da 16 anni, viene riesumato nel più totale anonimato. Come se nessun parente si fosse preso la briga di presentarsi. «Invece noi eravamo qui. Quando abbiamo raggiunto il campo - racconta la donna, furente e rammaricata - era già stato fatto tutto e non abbiamo potuto assistere. Capisco gli errori, ma in queste cose ci vuole anche un po' di delicatezza. Se ci bloccano in coda per le pratiche amministrative, non possono chiederci di essere puntuali alla riesumazione. Almeno aspettino».
Altro equivoco raccapricciante: «Lei è qui per l'esumazione di Maria Sanchez Gomez?» chiede il dipendente allo sportello. «No, io sono qui per mia nonna, Orsola Corbetta, nata a Viggiù» risponde stupito il nipote. «Ah, scusi, a volte usiamo nomi di fantasia per aprire le pratiche». Succede quando i parenti non vanno a pagare la tariffa dell'esumazione il giorno prima al cimitero Monumentale. «Però - contesta il nipote della povera signora Orsola, varesotta doc scambiata post mortem per una portoricana - ci hanno detto che è possibile pagare anche il giorno stesso al cimitero Maggiore».
Giovanni torna dal campo 88 visibilmente scosso. Ha assistito alla riesumazione del padre. «Ma il corpo è ancora intatto, non è decomposto - racconta con gli occhi lucidi - Quindi ora verrà seppellito in un altro campo del cimitero». E intanto sono altri 150 euro per il nuovo loculo.
Tra fotocopiatrici inceppate, equivoci, pause sacrosante dei dipendenti dietro lo sportello, gli intoppi vanno avanti tutta la mattina. E siamo solo all'inizio. Le pratiche di esumazione, cominciate martedì, proseguiranno fino a dicembre al ritmo di 80 operazioni al giorno. In tutto, nel 2012, sono stati convocati 8.200 parenti di defunti.
Ma in Comune assicurano: «È solo una fase di rodaggio. Stiamo facendo il possibile per semplificare tutte le pratiche e presto non sarà più necessario andare al cimitero Monumentale per pagare la tariffa di esumazione». Negli uffici si sta lavorando per creare un data base informatico con tutte le scadenze e gli elenchi, campo per campo, di chi è sepolto dove. E soprattutto si sta cercando di recuperare i ritardi sulle esumazioni che in teoria dovrebbero essere effettuate subito dopo i dieci anni dalla morte.
Incoraggi sapere che fra dieci anni queste code estenuanti saranno solo un lontano ricordo della dolorosa burocrazia del passato. Già, perché sono in aumento le richieste di cremazione dopo il funerale (formula scelta dal 62% dei milanesi). Significa che, tra esumazioni e cremazioni, anche l'area occupata dal cimitero è destinata a ridursi notevolmente: nel 2022 sarà la metà rispetto ad oggi, circa 300mila metri quadrati. E, magra consolazione, la fila agli sportelli non ci sarà più.