Ospedali e università sorvegliati speciali

Massima vigilanza sui luoghi pubblici per il rischio attentati Crescono le denunce per violenza in famiglia e truffe agli anziani

Gli obiettivi sensibili non sono sempre come ce li immaginiamo o, comunque, non sono solo i soliti: acquedotti, monumenti, consolati, uffici, abitazioni private di direttori di multinazionali o quotidiani, aeroporti. Ce lo insegnano, purtroppo, anche i recenti attacchi terroristici, messi a punto in mezzo alla folla che vive ogni giorno spazi qualunque della città. «Dopo gli attacchi di Parigi il lavoro si è moltiplicato all'ennesima potenza. E non solo per i tanti falsi allarmi nell'immediatezza degli eventi francesi - che prendiamo sempre seriamente anche perché tutto è vero fino a quando non viene dimostrato il contrario -, ma anche per la zona di nostra competenza, che comprende enormi spazi pubblici. Principalmente le università: il Politecnico (che da solo è frequentato da circa 40mila studenti) la Bicocca e la Bocconi, ma anche gli istituti sanitari come il Besta, lo Ieo, l'Istituto nazionale dei tumori, il Monzino e il San Raffaele. Senza contare, naturalmente, lo scalo di Linate e il Cara di via Aquila, l'ortomercato e i vari cinema e teatri».COME CAMBIANO LE DENUNCEIl capitano Maurizio De Angelis, 33 anni, origini molisane, sposato di fresco, ci parla della compagnia Monforte-Vittoria, che comanda da qualche mese dopo essere stato alla scuola marescialli di Firenze per 2 anni, al nucleo operativo della compagnia di Torino Oltre Dora e aver diretto per 4 anni la compagnia di Palmi (Reggio Calabria). La giurisdizione della «Monforte» - che si estende su 110 chilometri quadrati, abitati da circa 560mila persone - raccoglie tutta l'area orientale di Milano: da Greco al Vigentino (fino a via Zama), da Monforte fino a Città Studi, Lambrate, Crescenzago e Linate. Una città nella città, divisa in 7 stazioni (tra le quali una proprio all'interno dello scalo aeroportuale). Dove i residenti sono «esigenti» spiega il capitano. «Trovo che, rispetto ad altre città, come ad esempio Torino - spiega De Angelis insieme alla tarantina Grazia Centrone, 29enne comandante del nucleo operativo della compagnia e al luogotenente Francesco Traisci, foggiano, 48 anni di cui 26 passati al nucleo comando della «Monforte» - a Milano la criminalità diffusa abbia un impatto relativo sul territorio. Non ci troviamo infatti a contrastare tanto la prostituzione o lo spaccio su strada. In aumento sono le denunce di violenze in famiglia. E soprattutto da parte degli stranieri. Se nel 2014, infatti, sul totale delle denunce, solo il 25 % era stato presentato da immigrati, l'anno scorso abbiamo avuto quasi un raddoppio netto, arrivando al 48%. Perché se è vero che a Milano la percezione d'insicurezza della gente è molto elevata e questo da una parte la rende, come ho spiegato, particolarmente esigente - e con grosse aspettative da parte delle forze dell'ordine in generale - dall'altro va detto però che le persone sono particolarmente attente a ciò che le circonda. E che, vivaddio, segnalano quel che notano. O, comunque, non accettano, non subiscono, se non in rari casi».LA FORZA DELL'ESPERIENZA«La vera forza della nostra compagnia sono le sette stazioni sparse sul territorio e chi le comanda: tutti uomini validissimi, con esperienze anche ultratrentennali, alti in grado. Oppure ragazzi appena usciti dal corso ma che compensano la mancanza di esperienza con una fortissima motivazione: senza di loro che faremmo?» continua il capitano De Angelis. Che non lesina lodi a istituzioni vere e proprie come il luogotenente Sebastiano Spina, dal 1977 a capo della stazione di Crescenzago e vero punto fermo per la gente della zona. O il maresciallo Vincenzo Micucci, che dirige il presidio di Gorla-Precotto. «Non dimentichiamo il luogotenente Silvano Barbini che comanda la stazione Monforte, il maresciallo Antonino Restifo del Vigentino, il maresciallo capo Giuseppe Palumbo della stazione Porta Romana-Vittoria e il luogotenente Fabio Raspanti che è all'aeroporto civile di Linate».GRANDI E PICCOLIÈ grazie a figure di questa levatura - morale e professionale - se alla compagnia Monforte-Vittoria si viene a sapere (e poi si riesce quindi a perseguire) tutto quel che accade sul territorio. In particolari alle fasce più deboli della popolazione.«Si formano le stesse dinamiche dei piccoli paesi. E per fortuna! - dichiara De Angelis -. I militari delle nostre stazioni cercano di assicurare concreta vicinanza alle persone, prevalentemente con il dialogo. Spesso è complicato poter parlare con adolescenti cresciuti in una realtà difficile o dispersiva così come con studenti che non hanno ancora una vera coscienza critica. O che, purtroppo, non si sentono spinti allo studio o all'eccellenza ma cercano il modo più rapido per fare soldi facili...Anche in questi casi, quando andiamo a parlare di sicurezza negli istituti scolastici, il comandante di stazione fa da tramite tra noi e i giovani. E qualcosa di buono resta sempre» Per non parlare poi degli anziani: le truffe, in questo campo, sono in crescita del 9 % nell'area della stazione Monforte-Vittoria. «Questa gentaglia ha un pelo sullo stomaco che mi aspetto, prima o poi, sfruttando l'onda del terrorismo, si spaccino anche per agenti della Cia - ironizza amareggiato il capitando De Angelis -.Per questo per gli anziani abbiamo un occhio di riguardo, un'attenzione speciale. Tuttavia a volte non basta. Più si va avanti con l'età, e magari si resta senza parenti o amici, chiunque arrivi per fare due chiacchiere e mostri interesse a una persona, raramente viene mandato via. Se si chiama truffa della solitudine, una ragione ci sarà...». PREVENZIONE E REPRESSIONE«Oltre ai tanti servizi preventivi e perlustrativi, dalla scorsa estate sono sicuramente incrementati i controlli mirati nelle aree in cui l'afflusso di persone è maggiore: basti ad esempio pensare ai tanti servizi coordinati svolti nei parchi pubblici piuttosto che nei teatri, nei mercati e nei luoghi di aggregazione. Anche se non tutte le attività sul territorio sono evidenti» conclude il capitano.