Ostermeier al Piccolo con "Ritorno a Reims" Viaggio nella storia del populismo europeo

Al Grassi torna «Mistero buffo», al Parenti Valter Malosti rievoca Primo Levi

Antonio Bozzo

Stasera debutta la prima regia di Thomas Ostermeier per il Piccolo Teatro: Ritorno a Reims (resta in scena fino al 16 novembre, nella sala Mariangela Melato). Lo spettacolo - interpretato da Sonia Bergamasco, Toni Kuti e Rosario Lisma - ha l'ambizione di affrontare, e trovarne un senso, i profondi mutamenti d'Europa, crisi identitarie e tempeste politiche comprese. Ostermeir, acclamato regista tedesco che ama il teatro «difficile», è partito da un saggio del sociologo francese Didier Eribon e lo ha trasformato in un progetto scenico declinato diversamente per ogni Paese. Personaggio sul quale ruota il tutto (il ritorno alla città delle origini, ovvero Reims) è Sonia Bergamasco, nella finzione impegnata alla colonna sonora di un documentario.

Sempre al Piccolo, al Paolo Grassi in via Rovello, va in scena uno degli spettacoli più rappresentati al mondo: Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame, che debuttò 50 anni fa non a Milano, ma al Teatro Ariston di Sestri Levante, in provincia di Genova, dopo un'anteprima all'università Statale, in occupazione continua. Lo interpreta il bravo Mario Pirovano, che è stato allievo di Fo e Rame. Ottima l'idea di accompagnare la celebre giullarata con presentazioni di ospiti eccellenti. In tutto sono 12, stasera introduce Natalino Balasso, poi ci saranno Marco Travaglio (domani) e, in prossime date, Moni Ovadia, Antonio Ricci, Paola Cortellesi, Carlo Petrini, Ascanio Celestini.

Al Franco Parenti, da non perdere Se questo è un uomo, dall'opera di Primo Levi, di e con Valter Malosti. Realizzata per il centenario della nascita di Levi, la condensazione scenica è a cura di Domenico Scarpa e dello stesso Malosti. Il suggestivo corredo sonoro, con i contributi di Carlo Boccadoro e G.U.P. Alcaro, aiuta a far risuonare la voce del grande scrittore, internato nel lager di Auschwitz. Con una serie di flash-back, l'orrore dei lager e la testimonianza di Levi arrivano a bussare alle nostre coscienze. In Sala Banterle, dall'11 al 13 ottobre vediamo invece Le amanti del Testori, sottotitolo «tra corna e canti, risate e pianti». Uno spettacolo di teatro-canzone, di e con Gianna Coletti, e al pianoforte Giuseppe Di Benedetto, con regia di Roberto Recchia. Le «amanti» sono ovviamente le figure femminili tratte dalle pagine di Giovanni Testori, dalla Gilda del Mac Mahon, all'Arialda, a Maria Brasca. Umanissime creature che agiscono dentro una Milano che non c'è più, tenera e cruda, di cui Testori è stato cantore ineguagliabile. Spettacolo intenso all'Out Off: da domani al 20 ottobre va in scena Il dolore: diari della guerra,su testi di Marguerite Duras. Il lavoro fa parte del progetto Le imperdonabili, portato in palcoscenico da Elena Arvigo. «Gli intellettuali non sono esseri staccati dalla realtà - ha scritto Arvigo - ne sono esistiti con i piedi ben piantati nella realtà e nella storia».