Via Padova, festa finita Nella «città» multietnica ora si vive con la paura

Oltre 300 rapine in un anno e un degrado sempre più diffuso Il progetto di integrazione vacilla e salta anche la sagra di via

I numeri parlano chiaro: 400 numeri civici su quasi 5 chilometri, 33mila abitanti, un terzo stranieri. Una città più che una strada. Ma via Padova significa oltre 300 tra rapine, risse, aggressioni e ferimenti all'anno. Colpa di Pisapia, azzarda qualcuno, colpa della crisi che «spegne» i negozi, sostengono altri. Anche se le due «scuole di pensiero» poi convengono: troppi stranieri e la paura aumenta tra gli italiani. Tanto che il comitato «Vivere Zona 2» ha deciso di sospendere la tradizionale festa «Via Padova meglio di Milano».

Avvicinarsi a via Padova significa per prima cosa capire che in realtà sono tre realtà distinte con confini ben precisi. Da piazzale Loreto alla rotonda Pasteur illuminazione, bei negozi, marciapiedi e piste ciclabili. Poi il «Bronx», in maggioranza abitato da stranieri, ammucchiati in edifici fatiscenti, con il parco Trotter ormai terra di nessuno. Infine, subito dopo la ferrovia la strada si allarga, gli edifici sono puliti e moderni e il rapporto tra stranieri e milanesi, torna in favore di quest'ultimi.

Lasciato alle spalle Loreto si entra in una via come tante altre a Milano, ma fatte poche centinaia di metri ecco il degrado. «Tutto è iniziato negli anni '90 con l'arrivo dei primi stranieri, poi la situazione è precipitata» spiega Massimo, 54 anni, titolare di una torrefazione nel cuore del Bronx. «Qui attorno abbiamo vecchie case di ringhiera, edifici cadenti che i proprietari affittano a buon prezzo agli stranieri. Che vanno ad affollare spazi ristretti in una miscela esplosiva di etnie». Che si traduce appunto in continue risse e aggressioni, oltre 300 dall'inizio dell'anno, quasi una al giorno. «Certo quando cammino sto ben attento a non guardare in faccia nessuno. Uno sguardo può essere interpretato come una sfida e allora senti subito il “Cosa guardi? Cosa vuoi?”. Allora uno abbassa la testa e tira dritto. Il degrado ha poi subito un'accelerazione con il sindaco Giuliano Pisapia. Prima con Letizia Moratti e Riccardo De Corato un qualche freno c'era, ma adesso...».

Su questa linea anche il comitato «Vivere Zona 2» che ha sospeso «Via Padova è meglio di Milano» tradizionale festa di maggio perché non ci sono le condizioni di sicurezza. «Nessuno ci ascolta, solo il commissariato di zona ci dà una mano» accusano i cittadini che hanno già raccolto 350 firme da portare in Comune.

Ma non è tutta colpa di Pisapia, c'è anche la crisi. Federica, 39 anni, vive oltre la ferrovia, nella parte «nobile» e più che dell'arrivo degli stranieri assiste con sgomento alla dipartita di tanti negozi. «Gli immigrati infatti sono anche qui, meno che di là del ponte, ma ci sono. C'è anche la moschea e, soprattutto al venerdì con la preghiera, chi abita attorno non è proprio contentissimo, anche se il disagio non va oltre a un po' di confusione. Piuttosto qui la crisi sta spegnendo le vetrine una dietro l'altra, mentre sicuramente luci e via vai clienti rendono una strada più viva e quindi anche più sicura. Io per il momento mi sento tranquilla, ma quando sarà spenta l'ultima insegna qui sarà il deserto. E allora sì che avrò paura».