La palla ovale al parco per aiutare a crescere i bambini neurodiversi

Lo sport fa scaricare tensioni e aggressività e dà una mano ai piccoli meno fortunati

Non solo passaggi, placcaggi e terzi tempi. Ma anche inclusione, comprensione delle diversità. Perché alla fine con un pallone ovale in mano si è davvero tutti uguali. Così, arrivato alla sua ottava edizione, «Rugby nei parchi» allarga il suo orizzonte. E punta ad aprire le porte di questo meraviglioso sport ai ragazzi che rientrano nel vasto mondo delle cosiddette neurodiversità, dall'autismo alla sindrome di Asperger. In tutte le aree verdi toccate dal progetto, gli allenatori e gli educatori di rugby, come pure le famiglie dei piccoli atleti, troveranno informazioni e istruzioni sul modo migliore per approcciare e inserire nelle squadre i bambini e i ragazzi neurodiversi.

Non è un percorso semplice, perché - come è noto - uno spogliatoio di rugby può essere un posto rude ad ogni età, dove si incrociano amicizie ma anche piccole prepotenze. E relazionarsi con un compagno dall'approccio particolare può richiedere uno sforzo di comprensione. Ma che il rugby sia uno dei contesti in cui la inclusività può svilupparsi meglio lo hanno compreso bene quelli di «Dieci cervelli ribelli per lo sport», il progetto della fondazione Oso dedicato alla neurodiversità. Perché se da un lato «il continuo contatto fisico tra i giocatori e la sovraesposizione sensoriale in alcune fasi del gioco possono risultare problematiche soprattutto per i bambini e i ragazzi autistici», dall'altro la correttezza e il rispetto reciproco sono acquisizioni importanti per chi ha problematiche relazionali. E l'utilizzo di forza e tono per raggiungere un obiettivo comune può risultare un importante elemento aggregante.

«Rugby nei parchi» è nato otto anni fa per iniziativa del Cus Milano, ed è ormai diventato un fenomeno nazionale. L'edizione 2019 si articola su sei città, dal profondo sud di Marsala al profondo nord di Genova e Padova. La tappa milanese sarà sabato 4 maggio al parco di Trenno: «Un parco dove vado spesso a correre - ha raccontato ieri Roberta Guaineri, assessore allo sport - e mi stupisco ogni volta di non vederci nessuno che gioca a rugby».

Accanto al tema della neurodiversità, l'edizione 2019 affronta il tema del bullismo, in particolare nella sua versione informatica. In tutte le tappe saranno presenti gli stand e i testimonial di Bullictionary, il dizionario on line per individuare i termini offensivi e bullizzanti creato dalle assicurazione Generali dedicato in particolare a adolescenti e preadolescenti.