Pari tra De Luca e Franzini Resta in bilico il dopo Expo

Il secondo turno finisce con uno scarto di nove voti Decisiva la sfida del ballottaggio il 27 e 28 giugno

Michelangelo Bonessa

Le elezioni per il nuovo rettore dell'Università Statale si risolvono in un nulla di fatto. Il futuro del trasferimento sugli ex terreni Expo rimane dunque ancora in bilico. La decisione su chi guiderà l'ateneo milanese è rimandata al 27 e 28, quando sarà sufficiente ottenere la maggioranza relativa dei votanti. Al secondo turno nè lo storico dell'economia Giuseppe De Luca, nè il suo contendente filosofo Elio Franzini hanno raccolto i 1135 voti necessari per essere eletti. É finita 1103 a 1112, con il filosofo che è passato da inseguitore a lepre: era infatti il candidato della continuità De Luca ad essere in testa dopo il primo turno. Adesso invece si trova a inseguire. E sembra che gli studenti potrebbero essere l'ago della bilancia: il corpo docente, professori e ricercatori si è spaccato a metà esprimendosi in 993 per lo storico e in 887 per il filosofo. A bilanciare lo squilibrio però c'è il personale amministrativo, schierato in massa per Franzini che gli ha promesso di riqualificare il peso del voto, oggi le loro preferenze valgono il 15 per cento di quelle normali, e di riconsiderare il trasferimento a Expo. Senza gli studenti la differenza tra i due è di quattro lunghezze a favore di Franzini. Ma è proprio quest'ultima componente che ha deciso di non decidere spaccandosi a sua volta a metà, 109 voti per Franzini e 101 per De Luca.

Ora la sfida al ballottaggio si profila ancora più dura per i contendenti. Il tema più caldo è infatti proprio il trasferimento sugli ex terreni Expo: da una parte c'è De Luca che è a favore e continuerebbe l'operazione avviata dall'attuale rettore Gianluca Vago. Le proteste degli amministrativi però sono già pronte a esplodere. Dall'altra c'è Franzini che invece non vede come una priorità il progetto e che può contare sull'appoggio di metà del corpo docente e degli amministrativi. Lo spostamento a Rho-Pero è una scelta già approvata dal Senato Accademico e dal Consiglio di amministrazione, ma ciò non vuol dire che sia davvero una scelta definitiva. Se la spuntasse Franzini, si potrebbe riaprire il dossier d'accapo per la felicità di molti. Compresi i comitati di Città Studi terrorizzati dalla possibile fuga dell'università. Gli studenti però nell'indecisione del momento hanno scelto di non decidere, forse anche per non inimicarsi il nuovo rettore. Durante il primo turno erano più favorevoli al filosofo, mentre questa volta hanno tenuto una posizione più centrista diventando irrilevanti. Se restassero sulla stessa posizione, vincerebbe Franzini ma senza sfondare. E per di più con la maggioranza di docenti e ricercatori sul piede di guerra. O comunque non soddisfatta dell'esito uscito dalle urne.

In ogni caso si profila una sfida davvero all'ultimo voto e con una cattiveria ancora maggiore di quella già vista nelle prime due tornate elettorali: la Cgil, per capire il clima al momento, ha criticato un direttore di dipartimento che ha scritto una lettera ai dipendenti etichettando «la richiesta di una chiara presa di posizione alla luce del sole come voto di scambio», hanno scritto i rappresentanti delle Rsu. Non proprio uno scambio tra gentiluomini dunque.