Parisi arruola Albertini: «Sarà assessore con me» E la Moratti tifa per lui

Il candidato contrario a schierarsi sui diritti «Non andrei al gay pride, boccio il registro e non avrei scritto family day sul Pirellone»

Chiara CampoDa sindaco eletto al secondo mandato con quasi il 60 % dei voti ad assessore nella giunta del suo ex city manager. Strano ma vero, Gabriele Albertini potrebbe non solo guidare la lista civica di Stefano Parisi ma entrare nella sua giunta in caso di vittoria. Era aleggiata nei primi giorni della discesa in campo come un desiderio (ricambiato dall'ex sindaco) ma ieri intervistato a Repubblica Tv Parisi ha assicurato che «senz'altro in giunta avremo personalità di profilo nazionale e Albertini è una di queste, si è reso disponibile. É stato un grandissimo sindaco di Milano, è molto amato. Stoppa invece l'ingresso del leader della Lega Matteo Salvini che si era offerto come assessore alla Sicurezza senza stipendio: «Io ho bisogno di assessori full time». E premette (anche ai partiti) che la responsabilità di scegliere la giunta sarà sua perchè «mia sarà la responsabilità di quanto fanno». Da un ex sindaco all'altra. Letizia Moratti ieri ha assegnato «non più di un 6» a Beppe Sala, candidato del Pd, come suo ex city manager: «Lo valuto per quello per cui era stato chiamato, gestire il Comune: lui dopo poco ha deciso di fare altro, ha sempre più ambito a Expo». E fa un endorsement per Parisi: «É una scelta positiva e con lui in Rai ricordo un ottimo lavoro. La coalizione che sostiene Sala è ben lontana dal futuro che io spero per Milano. Pisapia? Sicuramente ha inaugurato molti progetti nati da me e che lui aveva contestato». Sul palco del teatro Elfo Puccini due sere fa Giuliano Pisapia ha risposto alla critica che spesso Parisi ha mosso alla giunta in queste settimane, cioè di non avere progetti nei cassetti, con un'accusa grave: «Intanto nei nostri cassetti non hanno mai trovato mazzette». Gli chiedo, ha ribattuto ieri Parisi, «di quali tangenti parla, perchè mi pare che il Comune gestito dalla Moratti non abbia lasciato assolutamente nulla. Fossi stato Pisapia sarei stato più attento, anche perchè lui è un garantista, un avvocato penalista, non si fanno accuse di questo tipo quando non sono vere. Io non voglio delegittimare Pisapia nè usare la vicenda dei conti Expo contro Sala, se dice che sono a posto gli credo, mi sembrerebbe strano che avesse detto balle candidandosi sindaco». L'assessore Pd Majorino ricorda «l'arresto per tangenti di Milko Pennisi, ex presidente della Commissione Urbanistica e l'inchiesta a carico dell'ex assessore Moioli». Da qui «a dire che i cassetti della ex giunta sono pieni - la controreplica -, io non sto qui a dire cosa è successo durante Expo perchè è noto».Dalla lotta allo smog ai diritti gay, Parisi ha risposto anche ai temi scottanti. Da sindaco «non andrei al gay pride - dice -, non perchè sono contro, spesso sono molto divertenti, ma credo che il Comune non dovrebbe schierarsi, anche se ci fosse un family day non darebbe il patrocinio. Io non avrei acceso la scritta Family Day su Pirellone, ma nemmeno farei propaganda con il registro delle unioni civili». Totale libertà, «sono laico, a Milano s applicheranno le leggi sui diritti civili e nella mia coalizione ci sarà gente che va al gay prde e gente che partecipa al family day, nella totale libertà». Sul tema mobilità ribadisce che il Comune non deve imporre divieti all'uso dell'auto ma piuttosto incentivare i emzzi alternativi, metrò ma anche Bikemi, car sharing. E «servono visioni di lungo periodo, non una pista ciclabile in più o in meno». Per dare un esempio di «visione» cita la torre Unicredit in Gae Aulenti, «prima le sedi erano sparse, raduanando gli uffici la gente arriva coi mezzi, si sono tolte 50mila auto al giorno dalle strade». Il progetto Porta Nuova fu fortemente osteggiato dalla sinistra ma partì sotto la giunta Albertini. Da capo.