«Parliamo di sogni che salvano la vita»

Incontro al bar con il sacerdote scrittore: «Oggi il rischio è di cadere nell'illusione o nel cinismo»

Sabrina Cottone

Si chiama «Il Signore dei sogni» e il contenuto non tradisce chi si accende al solo sentire la parola. Perché sognare è bello e se è un modo di costruire la realtà, allora diventa entusiasmante. Ne parlerà l'autore del libro, Mauro Leonardi, giovedì sera alle 21 al Jet cafè di via Amadeo (angolo via Tajani), in Città Studi. Sacerdote, scrittore e blogger, Leonardi in questo volume edito dall'Ares parla anche di donne e di amore. Amore reale oppure solo apparente.

Perché sognare è così importante? E chi è il sognatore?

«Il sognatore è la persona che guarda nella realtà, vede la realtà ma anche il suo mistero. Come diceva Kennedy, un presidente non è uno che davanti a un ponte si chiede perché ci sia un ponte ma un uomo che vede il mare e si chiede perché non ci sia un ponte».

I sogni non rischiano di essere un modo di evadere dalla realtà?

«Io frequento molti giovani e vedo in loro tanta paura, che va a finire o nel cinismo, come in amore, ti amo adesso ma domani non lo so, o nell'utopia, nell'irrealtà. Quando una persona sogna, bisogna che ci sia qualcuno che creda in lei. Ho 57 anni e per noi giovani di ieri, che avevamo attorno una società che ci permetteva di realizzare i nostri sogni, era più facile coltivare il sogno senza cadere in uno dei due estremi: o sono cinico oppure voglio essere Steve Jobs».

Come distinguere un sogno da un'illusione che fa perdere tempo e porta fuori strada?

«Non si può distinguere a priori, il discrimine è la realtà. Se ho una figlia che vuole diventare campionessa dei 100 metri stile libero, le dico: intanto iscriviti a un corso di nuoto. Costruisci un cammino, ti muovi nella realtà. Dobbiamo imparare a stare in un presente vigile, avendo un rapporto fecondo con il passato, che si chiama memoria, e con il futuro, che è speranza e non fuga in avanti: cambio moglie perché questa non va più».

Nel suo libro lei parla di donne che aiutano a realizzare i sogni e di donne che infantilizzano gli uomini...

«Con questo non voglio dire che le donne possono solo cooperare ai sogni degli uomini... Sono partito da tre santi, Giuseppe il patriarca, Giuseppe il marito di Maria e san Josemaria Escrivà, fondatore dell'Opus Dei. Partendo da tre maschi, ho visto che accanto a chi sogna, c'è chi crede nel loro sogno, e sono donne».

Le donne hanno un ruolo importante nel mantenere i sogni ancorati alla realtà?

«Ho visto le donne accanto a questi sognatori, alcune che li aiutavano e altre che li ostacolavano. La Madonna e Alice di A beautiful mind in positivo, Rose di Titanic e Biancaneve in senso negativo. Biancaneve ha accanto non uomini ma vecchi bambini, i nanetti, che dicono di lei: è un angelo. Ma se io dico alla mia ragazza: sei un angelo, è un modo di ucciderla sublimando. Accadrà che scopriremo di non essere angeli. Il vero nemico dei rapporti non è il litigio ma l'idealizzazione».

Com'è possibile che l'amore possa essere tanto attraente ma falso?

«Se guardo Titanic, la prima impressione è che vorrei fare la vita di Kate Winslet, ma se nella realtà una ragazza mi dicesse che si è innamorata di un ragazzo in mezzo pomeriggio su una nave e che il resto della vita lo passerà a realizzare quel che si sono detti quel pomeriggio, io mi preoccuperei moltissimo e direi che è da mandare dallo psichiatra. Il vero nemico del sogno non è chi lo ostacola palesemente ma chi ti fa credere che lo stai vivendo quando non è vero».

Vale solo nella vita affettiva o anche nel lavoro?

«Questo libro è nato anche perché un mio amico imprenditore ha ricevuto un no a una proposta di contratto a tempo indeterminato, perché il ragazzo lo sentiva come un legame che gli impediva di vivere. Come se il provvisorio fosse l'unica possibilità che consente la libertà».