Partita aperta, Parisi corre «Milano vuole cambiare»

«Risultato straordinario». La carica di Forza Italia e Lega Il centrosinistra mostra sicurezza, ma nel Pd tanta delusione

Alberto Giannoni

Partita aperta. Milano va a dormire senza troppe certezze. Ma sicuramente la partita è aperta. E sicuramente Stefano Parisi è soddisfatto del primo turno. Il candidato del centrodestra è stato il primo a parlare e ha salutato uno «straordinario risultato». La città più dinamica d'Italia si conferma baluardo dei moderati e il dato è che l'ex direttore generale di Confindustria ha «acciuffato» il suo avversario principale, il favorito alla vigilia, l'uomo del Pd Beppe Sala.

Gli uomini del centrosinistra ostentano sicurezza. Il senatore Franco Mirabelli, milanese, la fa facile e prevede che molti di quelli che ieri hanno scelto altri candidati sindaci, si orienteranno su Sala al ballottaggio. L'ex consigliere regionale ha già fatto sapere che la proposta di Sala in vista del 19 giugno sarà rivolta «a tutti i milanesi, anche a quelli che hanno votato Basilio Rizzo, che sanno benissimo quale sarebbe la prospettiva se vincesse Parisi; l'abbiamo già vissuta e credo che nessuno voglia che Milano torni indietro».

Insomma il Pd si appresta ad agitare lo spauracchio della destra con l'obiettivo di prendersi i (tanti) voti che mancano per arrivare al 50%. Parisi, al contrario, ha già scelto la sua arma: il cambiamento. «Agli elettori di Rizzo e Cappato (i candidati della sinistra e dei radicali, ndr) dico che bisogna andare a guardare i programmi, non ci sono più barriere. Quello che conta è la voglia di cambiare la città, quello che conta sono i contenuti e non le ideologie, specie quando si tratta di amministrazione locale». Il dialogo sarà aperto soprattutto con il Movimento 5 Stelle e i suoi elettori: «Sono attenti alla trasparenza e al cambiamento - ha detto Parisi alla 7 - Anche io spesso non ho votato e ora ho pensato che fosse giusto smettere di lamentarsi, io ho l'ambizione di rigenerare la politica. Mi piacerebbe avere l'attenzione di tutti coloro che vogliono cambiare». Non per questo il centrodestra scomparirà dalla campagna. «Io ho avuto grandissimo supporto di tutti i partiti della coalizione - ha confermato Parisi in tv - Spero che tutti continuino a lavorare come nei giorni scorsi». Il venerdì precedente al ballottaggio (il 17) è già fissato un faccia a faccia tv da Enrico Mentana.

Soddisfatta la capolista azzurra Mariastella Gelmini: «Va dato atto a Parisi di aver fatto una grande performance». La coordinatrice Fi cita tre fattori: «Giunta uscente, sfilata di ministri ed Expo». «Se avessero funzionato - osserva - Sala doveva doppiarlo. Nonostante tutte queste cose tutto si riduce a percentuali minime. Sala ha già perso». «Non mi sembra che ci siano grande novità rispetto alle previsioni - commenta anche il capogruppo comunale azzurro Pietro Tatarella - è una partita su due turni, e questo lo sapevamo già».

In Forza Italia sono tutti rinfrancati dai dati. Ottimi. E la Lega Nord è pronta alla battaglia finale. E anche il segretario federale Matteo Salvini conferma l'impegno nella sua città: «A Milano la sfida è tutta aperta fra quindici giorni - dice - zero a zero e palla al centro, c'è una città da rilanciare». «Giù le bandiere - l'appello del capogruppo comunale Alessandro Morelli - ora avanti Parisi. Milano non si merita chi si dimentica le case in Svizzera, le aziende all'estero e ci nasconde i conti di un evento costato più di un miliardo di euro».