Il provveditore Bussetti: "Passo avanti, ma molto da studiare"

Il dirigente: "I cicli sono più impegnativi, con impegno pomeridiano"

Entra nel dibattito sulla nuova sperimentazione delle superiori in quattro anni anche Marco Bussetti, dirigente dell'ufficio scolastico territoriale provinciale di Milano, colui che un tempo (e spesso in realtà ancora oggi) più semplicemente si chiamava provveditore. E Bussetti non nasconde qualche perplessità, anche perché lui ha già fatto parte della commissione tra Uffici scolastici regionali e Miur di supporto e accompagnamento alla sperimentazione di questa novità.

«Non conosciamo ancora le tempistiche dell'avvio di questa sperimentazione dettata dal Miur, perché andranno a regime dal 2018- 2019» esordisce il dirigente. E questo nonostante i progetti per le scuole siano già allo studio.

«Certamente si tratta di un'idea positiva e di un passo avanti, o almeno della possibilità di un passo avanti. Ma, e questa è un'idea che condivido anche con il professor Guido Bertagna, che ha fatto parte della stessa commissione, lui da pedagogista, io da dirigente, io sono convinto che andrebbero rivisti gli ordinamenti scolastici e i programmi di tutti i cicli. Dovrebbero essere finalizzati a questo progetto in quattro anni per poter essere aggiustati, cosicché il profilo in uscita del quadriennio corrisponda al profilo in uscita del quinquiennio».

È evidente che ridurre da cinque anni a quattro anni un liceo o un altro istituto superiore non può significare solo compattare l'ultimo anno, ma comporta rivedere ex novo il modo in cui gli studi sono concepiti. E anche, elemento da non sottovalutare, studiare di più in tempi maggiormente concentrati, ritrovandosi con meno ore a disposizione per altre attività ricreative e di crescita intellettuale, mentale, artistica, come andare a teatro o a vedere un film o fare sport, viaggiare, passare più tempo con i genitori o con gli amici, insomma sviluppare competenze e godere di altri piaceri della vita che non siano il solo studio. E questo per non avere adolescenti in burn out nel giro di pochi anni. Sempre che, come è possibile, queste libertà non rientrino negli spazi scolastici.

Spiega ancora Marco Bussetti: «Come testimoniano le persone che frequentano questo tipo di scuola, si tratta di un corso di studi molto impegnativo, che prevede di frequentare la scuola anche al pomeriggio». Non solo, come accade nella gran parte dei Paesi europei, si tratta di iniziare ad andare a scuola prima e di terminare le lezioni più tardi, riducendo nettamente il tempo delle vacanze. È una scelta importante che la sperimentazione consentirà di valutare.