Pd a Milano coi riformisti. Dopo il no sull'autonomia Mdp si allontana da Gori

Tutto a catena si cristallizza

Calano i voti e si infittisce la lotta per i posti disponibili nel Pd. Visti i tempi e i sondaggi che corrono, gli eletti saranno inevitabilmente meno di 4 anni fa. Si ridimensionano le ambizioni di una promozione per gli eletti in Comune e Regione. Tutto a catena si cristallizza. Al Pirellone, dopo la spaccatura sull'autonomia, sembra sempre meno probabile un'intesa fra i Democratici e gli ex (Massimo D'Avolio e Onorio Rosati), che ora con Mdp gravitano insieme a «Possibile» di Pippo Civati nell'area della sinistra-sinistra. Sul candidato, difficile un'intesa nel nome di Giorgio Gori. Da Milano, intanto, si definisce lo schema che probabilmente varrà anche per le Politiche. E dopo «Milano metropoli del riformismo» del Pd, oggi e domani i socialisti di Riccardo Nencini, organizzano «Meriti e Bisogni 2.0» con tanti ospiti fra cui il numero 2 del Pd Maurizio Martina, il segretario dei Radicali Italiani Riccardo Magi e forse il ministro Marco Minniti e il leader di Campo Progressista Giuliano Pisapia.