Il Pd ordina: «Dite che Sala è di sinistra»

Richiamo del segretario Bussolati ai partiti alleati Civati provoca: «Candideremo noi l'unico compagno»

Chiara Campo«Smettete di dire che Beppe Sala non è di sinistra». Il richiamo arriva dal segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati ed è diretto ai partiti della coalizione che si sono riuniti ieri per un primo confronto dopo il risultato delle primarie. La campagna pro Balzani o Majorino, gli sfidanti del manager, è stata accesa e gli anti-Sala (non è escluso il sindaco Giuliano Pisapia) hanno insistito molto passato di mr EXpo come city manager di Letizia Moratti e sul suo essere il candidato del premier Renzi e (quindi) del partito della Nazione. D'altra parte, Sala ha indossato la maglietta del «Che» solo dopo che è scesa in campo la vicesindaco. Prima, ha tenuto a sottolineare la discontinuità con Pisapia e il feeling con i centristi. Ma con la candidatura di Stefano Parisi per il centrodestra, anche lui con profilo manageriale ed ex direttore generale in Comune ai tempi di Albertini, Sala ha perso appeal al centro (sperava addirittura di pescare voti nel centrodestra). Dovrà convincere quell'elettorato di sinistra che on line continua invece a contestare l'esito delle primarie, addirittura c'è chi chiede (bastava leggere ieri i commenti sul profilo Facebook di Majorino) di non escludere un cambio in corsa del candidato. In questo panorama si infila Beppe Civati, che con Possibile, Rifondazione, Comunisti e pezzi di mondo civico prepara una lista e un nome alternativo al Pd- Ieri ha ribadito: «A Milano non sosterremo Sala ma un candidato unitario che faccia una partita a viso aperto, rivolgendosi a un centrosinistra orfano». Ecco perchè il richiamo del Pd è urgente: la campagna per le primarie è finita, l'obiettivo finale «è battere il centrodestra» e quindi il manager deve essere connotato senza se e senza ma dagli alleati come uomo di centrosinistra, senza più ironie.Ma Sel non ha ancora comunicato se sarà della partita. Il tavolo si riunirà di nuovo tra dieci giorni, nel frattempo ognuno farà le proprie valutazioni. I vendoliani (erano presenti Chiara Cremonesi e Mirko Mazzali) sentiranno i circoli e organizzeranno anche un evento pubblico, aperto a «pezzi di sinistra vicini a noi» per sentire la base, dilaniata tra continuare la corsa alle Comunali con il Pd, turandosi il naso, o smarcarsi e unirsi al listone di Civati e compagni (il 15 una convention a Palazzo Marino). Ma sta prendendo quota l'ipotesi della «lista Balzani», una lista di sinistra con cui anche pezzi di Sel potrebbero continuare a rimanere all'interno dell'allenza, evitando di metterci il simbolo. Anche i Verdi non hanno ancora sciolto le riserve. E hanno sollevato ancora polemiche ieri sul voto «poco consapevole» dei cinesi alle primarie. Secondo Bussolati «ci sono tutte le condizioni e la volontà di proseguire compatti, decideremo il come. Se ci si dividesse proprio ora non avrebbe avuto senso tutto il lavoro fatto».

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