Il Pd: ricordare il 25 aprile. E dimentica le foibe

Semmai fosse servita un'altra dimostrazione che ci sono ancora morti di serie A e di serie B, ieri il Pd in Regione si è prima rifiutato di votare (con Lista Ambrosoli e grillini) la «condanna» al presidente di Zona 3 Renato Sacristani che aveva rifiutato il minuto di silenzio per i martiri delle foibe nella Giornata del Ricordo istituita per legge, ma ha poi protestato perché la Regione ha risposto che i tagli al bilancio non permettono fondi per iniziative da aggiungere a quelle ufficiali per i settant'anni della Liberazione.

Due pesi e due misure. Come era già chiaro quando il consigliere Pd Onorio Rosati si era rifiutato di partecipare alla Giornata del ricordo nell'aula del consiglio. Ieri un'altra brutta pagina con il Pd che, presente anche il coordinatore Alessandro Alfieri, non ha votato la mozione del consigliere Luca Ferrazzi (Lista Maroni) per «esprimere vicinanza agli esuli giuliano, dalmati e istriani e a tutte le famiglie delle vittime delle foibe» e «viva e vibrante condanna per l'operato del presidente Sacristani» invitato a compiere un «atto, anche simbolico, di riconciliazione» dopo «le sue dichiarazioni al limite del negazionismo». Perché, secondo Ferrazzi, fu proprio Sacristani a «negare quel minuto di silenzio parlando di «fatti ancora troppo controversi» e preferendo un ricordo di «tutte le vittime, anche jugoslave». Per l'assessore della Lega Cristina Cappellini «è oggi ancor più inaccettabile un tale atto di intolleranza per chi ricopre cariche istituzionali, con l'opposizione a celebrazioni che ricordano migliaia di vittime innocenti». E ancor più grave è «il comportamento di Pd e 5 Stelle che si lavano le mani». Come testimonia la lettera della Federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati inviata a Sacristani per ricordargli il presidente Giorgio Napolitano che parlava chiaramente di «odio e furia sanguinaria» e di «pulizia etnica».

Niente foibe, ma per il segretario Pd Pietro Bussolati «è vergognoso che la Regione si nasconda dietro il paravento della mancanza di fondi per celebrare la Liberazione». Anche se il sottosegretario Alessandro Fermi aveva ricordato la possibilità di «ricorrere al bando previsto» da altra norma in campo culturale. «La Lega - protesta Lucia Castellano della Lista Ambrosoli che aveva seguito il Pd nel rifiuto al voto per difendere i morti delle foibe - marcia su Roma e mette nel dimenticatoio i valori fondanti della Repubblica».