Pgt, la «manina» sul Leonka

Fi: fallito il tentativo della giunta di regolarizzarlo

«Vorrei sapere di chi è la manina che nella prima versione del Piano di governo del territorio aveva inserito il centro sociale Leoncavallo, notoriamente fuorilegge da 20 anni, nell'Elenco dei servizi pubblici e di interesse pubblico o generale». Una domanda-provocazione quella del capogruppo di Forza Italia Fabrizio De Pasquale, che ha scovato tra le osservazioni al testo che la giunta ha dovuto accogliere prima di riportare il testo definitivo in aula, due giorni fa, quella presentata dalla società L'Orologio che fa capa alla famiglia Cabassi ed è proprietaria dell'immobile occupato abusivamente in via Watteau 7. De Pasquale non va probabilmente lontano ipotizzando che si trattava di un passaggio propedeutico ad una regolarizzazione del Leonka. La giunta ha dovuto accogliere l'osservazione che ribadiva come «il centro sociale sia del tutto illegittimo, in immobile privato, senza che sia mai stato sottoscritto alcun atto di asservimento, convenzionamento o accreditamento per l'uso o l'interesse pubblico generale del bene». Secondo De Pasquale «il tentativo, fallito, di farlo passare come servizio pubblico dimostra la malafede totale dell'amministrazione in materia di centri sociali». E Fi ha depositato ieri circa 150 dei 497 .emendamenti al Pgt su cui da lunedì inizierà la discussione in aula, uno contro il via libera alla moschea in via Esterle. Tra i temi caldi: la «piramide bis» in piazza Baiamonti (bocciata dagli ambientalisti del Pd) e la conversione di palazzi a centro commerciali anche in centro.

ChiCa