Più di 6 inquilini su 10 non pagano Mm, 145 milioni di buco in 3 anni

Un «buco» da 145 milioni in 3 anni. La morosità negli alloggi Mm è una voragine che non accenna a ridursi, e morosi risultano oltre la metà degli inquilini totali. Risulta da una comunicazione ufficiale dell'assessorato alla Casa, resa nota ieri. L'assessore Gabriele Rabaiotti, ha risposto il 2 maggio a un'interrogazione presentata il 3 aprile dalla consigliera comunale Silvia Sardone, a proposito del fenomeno-morisità nelle case comunali, gestite da Mm spa.

«Gli inquilini residenti in alloggi Erp, in condizione di morosità, sono complessivamente 17.944» scrive Rabaiotti, mentre la «morosità relativa agli anni 2016, 2017 e 2018 è pari, rispettivamente, a euro 44.219.649, euro 50.656.371 ed euro 50.394.269», mentre per il 2019 non ci sono ancora dati attendibili. Il totale è presto fatto. «Nel triennio 2016-2018, a causa della morosità degli inquilini Mm, all'interno del patrimonio edilizio di proprietà del Comune di Milano si è registrato un buco da oltre 145 milioni di euro - sottolinea la consigliera Sardone - A Milano ci sono 18mila residenti in alloggi Mm, su un totale di circa 28mila, che non pagano i canoni d'affitto: praticamente il 64%. La morosità nel 2016 ha superato i 44 milioni di euro, per poi salire a 50,6 milioni nel 2017 e ad attestarsi a 50,3 milioni nel 2018. Ovviamente la morosità ricade sul bilancio dell'amministrazione comunale, non come spesa ma all'interno degli accantonamenti del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità». «La sinistra - aggiunge Sardone - non perde mai tempo nel dipingere la propria gestione delle case popolari come un fiore all'occhiello di cui vantarsi, ma i numeri non mentono e raccontano una realtà ben diversa. Le mancate entrate, non solo stanno scavando una voragine nei conti del Comune, ma impediscono anche ad Mm di disporre dei fondi necessari per la manutenzione e la riqualificazione dei caseggiati popolari. Spesso conclude vengo contattata da inquilini Mm di ogni parte di Milano che si lamentano dei riscaldamenti che funzionano a singhiozzo, dell'acqua fredda nei loro alloggi e in generale delle condizioni di degrado in cui sono costretti a vivere. Mi auguro che a questo punto il Comune metta in campo adeguate strategie di recupero dei canoni non corrisposti, a tutela delle casse comunali e dei pochi inquilini che sono in regola coi pagamenti».