Più turisti, record di russi e 850mila milanesi in città

Città vacanza o città vacante? Entrambe le etichette s'addicono a Milano, che quest'anno a causa dei magri «danè» ha visto rimanere nel suo grembo ben 850 mila cittadini nel corso del rovente Ferragosto. Alcuni non si sono potuti concedere le ferie, altri hanno deciso di partire alla fine del mese per avvalersi dei prezzi più bassi nelle località di villeggiatura; in complesso è rimasto qui il 5% in più di milanesi rispetto agli altri anni.
Più abitate anche nel mese dell'esodo queste mura metropolitane che sanno un po' di laguna e un po' di palude, come il sapore dell'acqua delle loro fontane, che si stanno caratterizzando come un'isola da scoprire soprattutto per un turismo affluente nella Mediolanum dalle antiche vestigia. Il 45% di coloro che l'hanno scelta come meta di relax o di centro culturale sono famiglie, oppure i giovani e gli adulti tra i 20 e i 42 anni. Cade la storica nomea di una Milàn in rigida bombetta o in Kelly, come una City - Sirena che attira solo il business - man o la shopping - woman.
In calo è la presenza dei singles e bassa l'affluenza dei minorenni, solo il 6%. Sono però russi a far crescere le cifre. I concittadini di Vladimir Putin non passano senza lasciare un segno, soprattutto nel Quadrilatero della moda dove vanno a sgonfiare il portafogli e a gonfiare la griffatura delle grandi firme, perché il russo ama il capo iperfirmato, è seguita nel gradimento da giapponesi, francesi, cinesi, tedeschi.
Si dirigono verso musei, gallerie e chiese. A latere dei classici tragitti che sancivano l'itinerario Venezia, Firenze, Roma, Napoli come spina dorsale del mitico viaggio in Italia, Milano sta nascendo nel cuore di viaggiatori europei e asiatici come una capitale continentale da godere anche durante l'estate.
«Si conferma come meta turistica importante, tanto che aumentano i pernottamenti nelle strutture alberghiere.
Dimostra di saper accogliere bene le famiglie» ha detto l'assessore comunale al Commercio e alle attività produttive, Franco D'Alfonso, sottolineando le molteplici iniziative culturali estive - quest'anno sono state 887 - con cui viene accolta la nuova tipologia di villeggiante. Ma una postilla va fatta sulla natura di deserto che riesce ad assumere quest'isola in mezzo ai pioppi, che ha stupito non pochi per l'aspetto serrato di negozi e luoghi di ristoro. Nei giorni passati corso Buenos Aires pareva la via di un atavico far - west. Anche questa però è bellezza, come ristoro è il silenzio che i viali offrivano alle donne passeggianti sotto l'ombrellino per ripararsi dal sole.
Moderna o antica? Entrambi gli attribuiti qualificano l'agglomerato urbano al centro della pianura Padana, dove anche senza fiume si ha l'impressione che la vita passi come fa l'acqua sotto i ponti, la quale, come disse Leonardo, «è l'ultima di quella che viene e la prima di quella che verrà».
Uno scambio di temporalità che s'addice a questi edifici a volte austeri a volte piccoli, sovrastati da un simbolo femminile: la Madonna d'oro che albeggia sul rosato marmo di Candoglia.