Per il Pirellone Giochi fatti: «Vinciamo per nostri meriti»

Il governatore non vuole paragoni con gli svedesi: «Guardiamo in casa nostra, abbiamo grandi qualità»

Sono state consegnate giovedì sera a Losanna le 50 chiavette usb con il dossier ufficiale di candidatura di Milano e Cortina alle Olimpiadi 2026. Trasportate via treno da ieri sono al vaglio del presidente del CIO Thomas Bach, mentre il documento di sostegno del governo firmato giovedì sera è arrivato in Svizzera in versione originale tramite corriere. Una nota in cui Palazzo Chigi fornisce garanzie al Comitato olimpico in materia di sicurezza durante le gare e di controlli antidoping. Per quanto riguarda i fondi, come è noto, i costi sarebbero stati interamente a carico delle Regioni (Lombardia e Veneto) e dei due Comuni ospitanti. In una lettera inviata nei giorni scorsi al governo, a firma dei sindaci di Milano Beppe Sala e di Cortina Gianpietro Ghedina e dei governatori lombardo Attilio Fontana e Veneto Luca Zaia, i quattro enti si erano detti pronti alla firma di un accordo quadro «per assicurare la copertura degli oneri finanziari» per organizzare e gestire i Giochi, con l'impegno «a rifondere l'eventuale saldo negativo» tra incassi e costi sostenuti dallo Stato.

«I giochi olimpici della sostenibilità ecologica e finanziaria, degli impianti al 93% esistenti, degli scenari che solo le montagne dolomitiche sanno offrire - spiega la nota del Coni - sono ora pronte alla volata che porterà al voto di fine giugno. Con la firma del Governo non ci sono solo le due regioni (Lombardia e Veneto), ma un intero paese a sostenere ed alimentare un sogno».

Esprimono un certo ottimismo i rappresentanti delle istituzioni coinvolte, dal sindaco di Milano al governatore della Lombardia, parlando in un «dossier molto bello e competitivo, che piace anche al Cio e di un partita vera da giocare». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti ha espresso soddisfazione per «il via libera del Governo alle condizioni concordate. Ora vinca il migliore». «In bocca al lupo all'Italia perché sarà un'opportunità straordinaria di sport, di gioia, di condivisione, di business, di turismo, di impresa, di nuove infrastrutture - l'entusiastico commento del vicepremier Matteo Salvini - . Ce l'abbiamo messa e ce la metteremo tutta. Forza Lombardia, forza Veneto, l'Italia ce la farà anche questa volta».

«Noi guardiamo in casa nostra, non ci interessa cosa sta accadendo agli altri - spiega il governatore Attilio Fontana a proposito della difficile situazione politica della Svezia, concorrente dell'Italia nell'aggiudicazione dei giochi -. Andiamo avanti con il nostro dossier e, ne sono convinto, avremo buone possibilità di vincere, perché siamo forti e non perché gli altri contendenti sono deboli». Il problema vero per la candidatura svedese è, infatti, la mancanza ancora del pieno supporto della politica. Il Consiglio Comunale di Stoccolma, insediatosi a settembre, si rifiuta di sostenere la candidatura, con la coalizione di centro-destra e dei Verdi che hanno detto di temere di dover mettere le mani nelle tasche dei cittadini, mentre ad oggi il governo svedese, ancora alla ricerca di una maggioranza in parlamento, deve anche impegnarsi a fornire le garanzie economiche per la sicurezza degli eventi. «I problemi politici sono presenti ovunque e in ogni tipo di relazione in Europa» stempera le polemiche il presidente del Cio, Thomas Bach.