Pisapia rilancia la sfida Expo: «In gioco il futuro del Paese»

«L'ho letto sui giornali, ma sono cose che non mi interessano» ha detto ieri mattina il governatore Roberto Maroni per commentare la comparsa dell'amministratore delegato e commissario Expo Giuseppe Sala nelle carte dell'inchiesta della procura di Milano che ha travolto i vertici di Infrastrutture lombarde. Un'informativa della guardia di finanza che gli attribuiva un «comportamento non lineare» nella gara per l'appalto della piastra Expo. «Io ho l'interesse a fare una verifica - ha spiegato Maroni - ho dato il via a una commissione interna per vedere se nelle procedure di Infrastrutture lombarde ci sono stati errori od omissioni». Sala, ieri a Bologna per un convegno, si è detto «tranquillissimo, non tranquillo». Spiegando che «ci sono materiali secretati che ha la stampa, ma non io». E a proposito della paura dei ritardi e di non farcela, dice «ma no, com'è possibile che rallenti la cosa? Stiamo lavorando giorno per giorno. La storia dell'Expo dura nove anni, da quando la si pensa a quando la si fa. Ci sono giorni positivi e giorni negativi. Io so che chi lavora con me lo fa con grande dedizione per rendere questo evento grande e credo che sia nell'interesse di tutti». Per il sindaco Giuliano Pisapia intervenuto ieri al congresso lombardo della Cgil, «a Milano e in Lombardia si gioca il destino del Paese, si costruiscono le speranze e le opportunità per i lavoratori e per le imprese, si decide quale modello di società vogliamo costruire in Italia». Spiegando che «abbiamo di fronte grandi sfide, dall'Expo alla Città metropolitana». E la soluzione è «lavorare tutti insieme, non c'è via migliore per andare avanti e ottenere i risultati». Il commissario Sala ha poi annunciato anche l'adesione del Marocco all'Expo. È il Paese numero 146, attendendo per oggi l'incontro del premier Matteo Renzi con il presidente Barack Obama che potrebbe confermare la partecipazione degli Stati Uniti.
Maroni, da parte sua, assicura che la Regione «ha preso subito tutti i provvedimenti adeguati». L'altro giorno l'annuncio della commissione per passare al raggi X l'holding regionale delle infrastrutture, ma anche i controlli a tutte le altre società del Pirellone. Ieri la pubblicazione sul Bollettino ufficiale Regione Lombardia dell'avviso pubblico per individuare il nuovo direttore generale che sostituirà l'arrestato Antonio Rognoni, peraltro dimissionario da gennaio anche se tutt'altro che uscito dai cantieri. Ma Maroni ha toccato ieri anche il tema degli stipendi per i manager regionali. «La politica - ha spiegato - ha ridotto tutto. Faremo una revisione anche delle retribuzioni per vedere se ce ne siano di eccessive, questa è anche l'occasione giusta». Chiedendosi se «i professionisti, cioè i manager con grandi capacità, hanno uno stipendio adeguato alla loro professionalità», Maroni ha detto che «questa è una valutazione che dobbiamo fare tenendo conto che è un mercato del settore privato e voglio qui le eccellenze e non le scartine. E le eccellenze vanno pagate».