Il Politecnico racconta un secolo e mezzo di invenzioni milanesi

In due percorsi espositivi i progetti e i protagonisti della storia dell'ateneo, tra scienza e architettura

Innovazione e progresso. Due parole che dai tempi di Leonardo ad oggi hanno contraddistinto Milano come capitale del Belpaese. A questo sillogismo, da 150 anni a questa parte parte, si lega indissolubilmente la storia del Politecnico, istituzione che ha segnato tappe fondamentali non soltanto nell'evoluzione della polis ma nella ricerca internazionale applicata alla scienza, all'architettura, al design. Proprio alla premiata università che quest'anno celebra un importante anniversario è dedicata una mostra al Museo della Scienza e della Tecnologia, istituzione legata a doppio filo al Politecnico soprattutto in virtù dell'opera del suo fondatore, l'ingegner Guido Ucelli. «Tech Stories», il titolo della mostra a cura di un gruppo di docenti capitanato Federico Bucci, sta per storie tecniche o storie tecnologiche. E infatti l'esposizione, che si snoda attraverso sei stanze tematiche, racconta la Milano del Politecnico attraverso progetti, scoperte e produzioni industriali che hanno cambiato la nostra vita e ancora oggi sono sotto gli occhi di tutti. Fotografie, plastici, video e documenti spiegano una grande rivoluzione che si snoda lungo tappe come la prima centrale elettrica cittadina d'Europa (1883), la Triennale (1933), o la metropolitana milanese (1955). Una storia esaltante fatta di cose ma soprattutto di uomini che alla ricerca di un futuro migliore hanno dedicato la loro vita. E allora la mostra racconta il viaggio di personaggi simbolo come Giovanni Battista Pirelli, che nel 1872 introdusse in Italia la produzione industriale della gomma; di Giulio Natta, Premio Nobel per la Chimica nel 1963 con la scoperta del polipropilene isotattico che portò la plastica in tutte le case; di Enrico Forlanini, che nel 1877 creò il primo modello sperimentale di elicottero; di Gio Ponti, fondatore nel 1928 della rivista Domus e ideatore del premio Compasso d'oro; degli architetti Premi Pritzker Aldo Rossi e Renzo Piano e dei designer Achille Castiglioni e Marco Zanuso, le cui creazioni sono diventati simboli del made in Italy.
Al Museo della Scienza - cui va riconosciuto il merito di sapersi sempre rinnovare attraverso il confronto con il passato - il visitatore si imbatte nelle biografie di maestri e allievi che hanno promosso il modello Milano nell'architettura, come Muzio, Ponti, Bottoni e Chiodi; ma anche nelle «avventure politecniche» fatte di oggetti e di invenzioni realizzate nei laboratori dell'università che oggi ospita 40mila studenti. «Questa mostra - ha dichiarato il rettore Giovanni Azzone - è frutto di un lavoro collettivo che ha coinvolto docenti, tecnici e giovani laureati con l'obiettivo di ripercorrere la storia dei 150 anni del Politecnico attraverso gli occhi degli altri: ovvero di quei luoghi, istituzioni e imprese che nel mondo hanno accolto e realizzato il patrimonio di idee del nostro Ateneo».