Polizia: "Noi e i giovani contro il dilagare di nuovi mostri online"

Allarme pedopornografia: ben 43 gli arresti nel 2018. A far paura è il cyberterrorismo

La fase finale dell'operazione «Lupi del deserto» è stata a novembre e, guarda caso, a Milano. Si è conclusa con l'arresto per associazione per delinquere con finalità di terrorismo internazionale, istigazione e apologia per delitti di terrorismo di un clandestino egiziano di 22 anni. Il «lupo solitario» in questione era un seguace di Daesh e si era indottrinato attraverso materiale propagandistico del Califfato trovato su internet. Gli investigatori specialisti del web erano sulle sue tracce da aprile dopo la cattura di un quindicenne nato e cresciuto in Friuli Venezia Giulia, a Udine, di origini algerine ma di seconda generazione e perfettamente integrato nella comunità friulana, ritenuto (giovanissimo!) il più importante e attivo traduttore dei contenuti terroristici dell'Isis in Italia, una sorta di mago dell'indottrinamento jihadista, con un contesto familiare normalissimo: i genitori erano completamente ignari delle attività del figlio anche perché nella vita reale il ragazzo non frequentava la moschea né ambienti contigui all'estremismo islamico. In tutta Italia nel 2018 per contrastare il proselitismo e prevenire fenomeni di radicalizzazione sono stati monitorati dalla Polposta circa 36mila spazi web e rimossi 250 contenuti.

In realtà il bilancio annuale della Polizia Postale e delle Comunicazioni su tutto il territorio italiano deve molti dei suoi successi investigativi al territorio lombardo per il costante monitoraggio del web nella nostra regione da parte di personale di altissimo livello allo scopo d'individuare contenuti di interesse investigativo online, come siti o spazi web, weblog, forum, social network e i cosiddetti «gruppi chiusi», rispetto ai quali quest'anno si è ricorsi diverse volte anche ad attività sotto copertura.

Nella lotta a reati informatici contro i minori molto importante si è rivelata l'operazione Ontario del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano, che si è conclusa a fine giugno con l'arresto di 4 persone mentre altre 18 sono state denunciate a piede libero per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. La necessità di analizzare in dettaglio oltre 15mila connessioni telematiche (oltre al contenuto di numerosi dispositivi informatici posti sotto sequestro, per un totale di oltre 10 Terabyte di dati) ha creato notevoli difficoltà tecniche per l'inchiesta.

Passando quindi al contrasto del Financial Cybercrime e l'interesse dimostrato verso questo campo della criminalità organizzata di tipo mafioso, il Compartimento di Milano, in collaborazione con la Romania, con l'operazione Bruno ha arrestato a marzo 14 persone (tre delle quali in Romania) e di denunciare 133 persone per associazione a delinquere transnazionale dedita ad attacchi e frodi informatiche su larga scala e riciclaggio.

In particolare, sono stati proseguiti e intensificati gli incontri formativi presso gli istituti scolastici lombardi (192 le scuole coinvolte, 15mila gli istituti in tutta Italia), durante i quali gli specialisti della Polizia Postale e delle Comunicazione hanno incontrato 15mila543 alunni, 1727 genitori, 1842 docenti oltre a 410 tra medici, avvocati, operatori socio-sanitari e altre figure professionali. Tutto questo grazie alla campagna Una vita da social.