Pomodoro: "Dal Teatro al Mercato ma sempre nel segno della cultura"

In via Lombroso gran concerto anni Trenta con le Sorelle Marinetti

«Credo di aver ricevuto molto, mi piace restituire qualcosa». Livia Pomodoro è sincera quando dice di voler sdebitarsi con Milano, la città dove da anni lavora in posizioni di prestigio, dalla presidenza del tribunale, all'incarico a Brera, agli impegni da presidente del Milan Center for Food Law and Policy e, molto vicino al cuore, alla direzione del teatro No'homa, fondato dalla sorella Teresa. Il Dono a Milano di questo Natale è il concerto delle Sorelle Marinetti, magnifico ensemble che con l'Orchestra Maniscalchi tiene un concerto domani sera, a ingresso gratuito, al Mercato dei Fiori di via Lombroso. Per il Merry Swinging Christmas le Sorelle Marinetti e dieci musicisti per la prima volta insieme dal 2013, portano indietro nel tempo, tra le atmosfere delle canzoni anni Trenta e Quaranta. Elica, Turbina e Scintilla reinterpretano pezzi intramontabili come Tulipan, Maramao perché sei morto, Ma le gambe, Mille lire al mese, Signorina Grandi Firme. Un bel Dono. «Continuo nella tradizione di Teresa. Lei lo mandava in scena nella chiesa di Sant'Ambrogio. Il teatro fuori del teatro è una scelta culturale», dice Pomodoro. «Per il primo Dono da me gestito, nel 2010, feci portare tre pianoforti bianchi sull'altare. Sempre in Sant'Ambrogio, vennero Franco Nero per letture da Sant'Ambrogio, e Paolo Briguglia per Francesco d'Assisi, nell'anno in cui fecero papa Bergoglio. Poi decisi di cambiare luogo: il teatro è disseminazione. Nelle ex Officine di via Amari mandammo in scena Peppe Barra, Massimo Popolizio, Enzo Moscato e Fausto Russo Alesi. Poi, al Cargo Next di Crescenzago, musica dal vivo con James Super Chikan' Johnson & His Band e Treves Blues Band, oltre a Eugenio Finardi». Quanta bellezza e quanta cultura esce dal No'hma, piccola sala in via Orcagna, vicino a Piola. «Siamo l'unico teatro a non far pagare il biglietto. Per questo non prendiamo contributi pubblici. Siamo totalmente gratuiti, unici al mondo», dice Pomodoro con orgoglio, ricordando però che molte aziende e istituzioni finanziano il teatro, con un solo obiettivo: lasciare liberi di sperimentare. «Il No'hma è un laboratorio di futuro. La stagione di quest'anno si chiama Le relazioni tra gli uomini: in otto mesi quattordici gli spettacoli, sette i concerti». E il Premio intitolato a Teresa Pomodoro, tra i più seguiti e ambiti d'Europa, sempre aperto al mondo, attraverso il programma Italia, Culture, Africa 2019 allarga l'orizzonte ai Paesi dell'area sub-sahariana. «Un amico - dice Pomodoro - mi chiama il Nodo, anzi l'Ipernodo, intorno al quale si intrecciano varie realtà. Vero. Mi occupo di tanti settori. A Milano per uscire dalle crisi non bastano le parole, bisogna agire. Le ideologie non esistono più. Se gli uomini si avvicinano senza pregiudizi, potrebbero fare grandi e buone cose. Un rischio di Milano? È il troppo luminescente, che a volte nasconde il vuoto». Ma Livia Pomodoro e il suo teatro l'eventuale vuoto lo riempiono di senso.