Il premio «Action Woman» alla Brambilla

Ha una sua forza recondita essere madrina degli animali, quel carattere che appartiene a miti, fiabe e leggende. Iniziata nei nostri anni molto poco attenti ai valori primordiali con le crociate di Brigitte Bardot, la predisposizione d'amore a farsi paladine dei diritti dei quattrozampe è più nelle donne che negli uomini. I deboli, così sono visti gli amici pelosi, facile preda delle perversioni umane, in realtà sono dei deboli tra virgolette, perché in loro palpita l'energia della terra quando era Eden, energia che fa amare senza condizioni e con l'autenticità che hanno le espressioni morbide del paradiso. «Michela Vittoria Brambilla ha combattuto e vinto importanti battaglie finalizzate alla tutela di tutti gli animali e dei loro diritti, con il coraggio e la passione che solo le donne sanno trovare». E quella timida aggressività propria della caparbietà bambina. Queste e altre le motivazioni del premio «Action woman 2015» consegnato ieri alla presidente della Commissione dei diritti per l'infanzia, Michela Vittoria Brambilla, che nel contempo è anche presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente. Il premio è stato consegnato durante una cerimonia nelle sale nobili del palazzo militare Teulié a Milano. Ed è bella questa vicinanza di competenze, bambini e animali, perché se i bambini ci insegnano cosa sia veramente l'attrazione per i cuccioli pelosetti, dall'altra parte gli animali sanno che i bambini sono uomini che ancora non hanno perduto l'innocenza della creatura. Bambini e animali sono creature a noi spesso sconosciute, e in quanto tali vanno biblicamente custodite. Tante le battaglie che hanno visto al centro del campo una donna che si è mossa sia pubblicamente, sia privatamente per salvare la vita a coloro a cui tante persone non riconoscono neppure il diritto di possedere la scintilla che si chiama vita. Gli organizzatori del premio hanno ricordato «l'abolizione delle sperimentazioni sugli animali, il divieto di macellazione dei cavalli, la chiusura dei circhi, zoo e delfinari, l'abolizione di feste e palii, il divieto di cattura e uccisione di animali allo scopo di ricavarne pelli e pellicce». Ma non potevano ricordare quella volta che la Brambilla si è schierata personalmente contro una coppia di pastori che strappavano con le tenaglie i denti al cane del gregge, perché l'amore per i «deboli» è una battaglia acuta, sincera, indefessa. «Sono battaglie di civiltà ha ricordato l'onorevole Brambilla, ringraziando gli organizzatori - che caratterizzano la mia vita da più di trent'anni, per essere la voce di chi non ha voce e creare una nuova cultura di amore e rispetto per tutti gli animali e i loro diritti».