Prepara gli allievi alla Cgil. Poi al concorso comunale li giudica come candidati

Veleni e sospetti a Palazzo Marino. Lo strano incarico del funzionario Armando Zuccotti: docente alla Camera del lavoro e commissario in municipio

Partecipare a un concorso pubblico indetto dal Comune di Milano e trovarsi di fronte in qualità di commissario di esame proprio il docente che vi ha preparato. Questo è capitato al centinaio di precari che in questi giorni sta sostenendo, presso il Settore Valorizzazione delle Risorse Umane in via Bergognone 30, gli esami per la selezione a istruttore dei servizi amministrativi-contabili. E il corso di preparazione al concorso è stato organizzato, tra la fine di febbraio e la metà di marzo, dalla Cgil presso la Camera del lavoro di Corso di Porta Vittoria 43. Basta dare un'occhiata al programma del corso per scoprire che uno dei docenti è Andrea Zuccotti, funzionario del settore «Servizi al cittadino, servizi demografici, protocollo e archivio civico». E guarda caso il commissario d'esame è sempre Andrea Zuccotti. E nessun caso di omonimia. Interpellato, lo stesso Zuccotti non ravvisa problemi anzi: «La mia attività per la Cgil è di natura volontaria e non percependo un emolumento non ho ravvisato la necessità di informare il Comune di Milano. La normativa vigente me lo permette e si tratta di attività extraufficio». Alla domanda se è iscritto o meno alla Cgil, Zuccotti risponde candidamente di sì. Ma tentenna se gli si chiede se non ravvisa almeno l'inopportunità a sedersi nella commissione di esame: «Io non posso sapere chi ho di fronte e se ha partecipato o meno al corso della Cgil, faccio attività di formatore da anni e non solo per la Cgil». La risposta ovviamente lascia perplessi, perché non pochi dei partecipanti alla selezione lo hanno riconosciuto e salutato. In qualche caso addirittura gli esaminati durante la prova orale hanno parlato con lui delle sue dispense distribuite al corso della Camera del lavoro». Dal punto normativo Zuccotti si difende citando il decreto legislativo 165/2001 che, tra una falla ed un'altra, gli permette di non informare il Comune di Milano avendo svolto l'attività senza scopo di lucro. Resta difficile non ravvisare il sospetto di parzialità così come enunciato in più di una occasione dal Consiglio di stato in materia di concorsi pubblici e sul rapporto tra candidato e commissario: «l'incompatibilità sussisterà se tale rapporto sarà idoneo a generare anche il solo sospetto di parzialità». Il massimo organo della giustizia amministrativa ha specificato che in presenza dei legami idonei a radicare il sospetto di parzialità, non è necessario comprovare che questi si possano concretizzare, essendo sufficiente a radicare l'incompatibilità anche «il solo pericolo» di una imparzialità di giudizio. Tatiana Cazzaniga, responsabile funzione pubblica Cgil, difende il ruolo diZuccotti : «Le domande sono estratte a sorte e la sua presenza non è tale da esporre a rischio l'interesse pubblico. Non mi sono mai posta il problema quando in altre selezioni i rapporti tra commissario ed esaminati erano addirittura di natura familiare o professionale». Inutile chiederle a cosa si riferisca perché Tatiana Cazzaniga preferisce glissare. Parole che farebbero pensare, condizionale d'obbligo, a criteri di imparzialità particolarmente lacunosi a Palazzo Marino e dintorni. Tornando a Zuccotti la sua nomina a commissario d'esame è sicuramente successiva alla sua presenza come formatore presso la Cgil. Ma qualche perplessità solleva la posizione del Comune di Milano che, almeno per opportunità e per fugare ogni sospetto, avrebbe potuto sostituirlo. Inutile cercare un interlocutore perché tutti i dirigenti risultano impegnati nelle prove d'esame. Certo è che questo concorso, bandito il 30 dicembre 2011, aveva già sollevato numerose polemiche ed interrogativi. Sia la Cisl sia la Uil avevano denunciato che la Cgil era stata l'unica sigla sindacale ad essere informata della selezione ben prima della sua pubblicazione sul sito del Comune con tanto di volantinaggio presso i lavoratori. Questo era bastato per alimentare un clima di accuse e veleni tra i sindacalisti di Palazzo Marino. Il caso di Andrea Zuccotti, iscritto alla Cgil, docente e esaminatore dei suoi studenti, sembra destinato a gettare ulteriore benzina sul fuoco.

Giuliano Pisapia con il segretario della Cgil Onorio Rosati
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Commenti
Ritratto di Illuminato999

Illuminato999

Sab, 22/09/2012 - 10:10

Questo si chiama voto di scambio. Trenta posti di lavoro che diventano trenta voti. La cgil è da sempre contraria alla meritocrazia: le romperebbe le uova nel paniere. Perché assumere i 30 migliori per quei posti pubblici? Bisogna assumere i 30 che la cgil ha selezionato con i *suoi* criteri.

leserin

Sab, 22/09/2012 - 19:24

Evidentemente Pisapia non conosce il significato dell'espressione "conflitto d'interessi". Non resta che chiamare Berlusconi a rifare il concorso.