Presidi a Roma «Non vogliamo rifare il concorsone»

Bussano alla porta del ministero dell'Istruzione a Roma oggi i 355 candidati (ex) idonei della Lombardia che il Consiglio di Stato ha fatto tornare al punto di partenza. Avevano partecipato al concorso per diventare presidi, hanno vinto ma il ricorso di un centinaio di quelli che avevano perso rimette tutto in gioco. Il compito scritto deve essere reimbustato e riesaminato. Da capo. Ma loro non ci stanno. E mentre la Lombardia rischia di cominciare l'anno, a settembre prossimo, con 355 scuole senza preside (alle quali sono da aggiungere almeno altre 150 dove i dirigenti sono nel frattempo andati in pensione) loro, i 404 che hanno vinto il concorso, oggi chiederanno che venga fatto un decreto ad hoc per dare un «incarico di presidenza» a chi era risultato idoneo. Non solo. Sono convinti che chi è risultato idoneo la prima volta risulti ovviamente anche la prossima. «Non metto neanche in conto che qualcuno di noi possa non passare - commenta la portavoce Amanda Ferrario - Ma chiederemo i danni all'amministrazione pubblica per avere acquistato buste non idonee». Danni materiale e morali. Si tratta di una discreta soma che tiene conto del mancato incarico dal primo settembre scorso alla pensione. Nella settimana il legale quantificherà. «Ma chiederemo anche che uno dei ricorrenti venga sollevato dall'incarico di provveditore e dirigente dell'ufficio scolastico - prosegue la Ferrario - perché la sua posizione è in palese conflitto di interessi: è rappresentante della pubblica amministrazione contro la quale allo stesso tempo ricorre». A breve dunque saranno ricorretti tutti gli scritti. Prima dovranno essere reimbustati davanti agli ispettori da Roma e la possibilità così come stabilito dal Consiglio di Stato di assistere da parte di chi ha vinto