Proteste e danni al Cie di via CorelliBruciati i materassi al centro di espulsione

Non è successo il finimondo come durante le rivolte del 2012 e 2010, ma da due giorni il Centro di identificazione «brucia», nel senso letterale del termine. Anche ieri infatti alcuni «ospiti» hanno incendiato materassi e suppellettili, senza però far seguire azioni più violente. In entrambe le circostanze gli stranieri sono stati fatti uscire e una volta spenti i focolai e areati i locali, sono stati fatti rientrare. Visti i precedenti episodi, si potrebbe concludere che c'è stato più fumo che arrosto, ma i malesseri all'interno dei Cie vanno sempre presi con la massima attenzione. Perché quando queste strutture poi scoppiano, la repressione è sempre difficile. Primo episodio sabato pomeriggio alle 17 quando alcuni ospiti dei settori B e C hanno dato fuoco a letti, materassi, sedie e tavoli. Una nuvola nera ha saturato gli ambienti costringendo il personale della Croce rossa a chiamare vigili del fuoco e polizia che, insieme con l'esercito, sorveglia la recinzione del complesso. Le operazioni di spegnimento si sono poi svolte senza nessun problema e i clandestini, raccolti in cortile, non hanno creato incidenti. Salvo però ripetere la protesta 24 ore dopo. Ieri alle 13.30 gli stranieri del blocco D ed E hanno concesso il bis sempre con la stessa modalità. Prima hanno incendiato gli arredi, poi hanno lasciato che pompieri e forze dell'ordine intervenissero senza tentare di ostacolarli.
Due episodi che potrebbero essere tranquillamente definiti «minori» rispetto a quanto successo in via Corelli in questi 15 anni di attività. Il Centro nacque infatti nel 1998 con la legge Turco Napolitano, che prevedeva di trattenere ai fini dell'identificazione stranieri privi di documenti destinati all'espulsione. Ne vennero costituiti 13, tra cui quello di Milano, a cui negli anni se ne sono aggiunti altri 16. La responsabilità dei Cie spetta alla prefettura che ha affidato la gestione alla Croce rossa, con un appalto che scadrà il 31 ottobre e non ancora rinnovato. In via Corelli lavorano 33 dipendenti incaricati di seguire 80 «ospiti», divisi in maschi, femmine e trans, su una capienza di 132 posti letto.
Dal '98 Il Cie è stato scosso da numerose rivolte come quella del luglio del 2010 quando polizia ed esercito furono costretti a intervenire per bloccare un'evasione di massa. Cinqueimmigrati vennero intercettati prima di riuscire a saltare il muro di cinta, uno venne raccolto con le gambe rotte e ricoverato all'ospedale insieme a un altro straniero che aveva ingoiato una batteria, tre riuscirono a fuggire. Altri violenti tafferugli scoppiarono nel gennaio 2012 dopo una serie di controlli da parte degli agenti. La rivolta venne domata solo dopo aver arrestato 26 immigrati.

Commenti

Giorgio5819

Lun, 09/09/2013 - 10:06

Allora adesso dormano per terra come sono abituati a casa loro, oppure kienge e sinistri vari paghino di tasca loro i danni. Se imparassimo a non farli entrare non avremmo nemmeno il problema di doverli espellere. Sveglia Italia!