La Provincia è stata abolita e continua a creare dirigenti

L'ente a pochi giorni dalla chiusura vara la riorganizzazione Istituita una direzione per «Sviluppo relazioni internazionali»

Cancellata? Abolita? Superata? Forse ne è convinto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ne sbandiera il taglio. Ma la Provincia è viva e continua a lavorare, sfornando progetti e decisioni. La prova è una delibera, recente, con cui Palazzo Isimbardi istituisce una nuova direzione, la «Sviluppo relazioni internazionali». Una funzione particolare, affidata a una direzione di staff fuori dotazione organica, chiamata a svolgere attività di studio, ricerca e consulenza in ambito europeo e internazionale.

La Provincia dal 23 giugno è «in scadenza», retta da una giunta in regime di ordinaria amministrazione. E in un quadro di grande incertezza sul futuro degli oltre mille dipendenti, a un mese (ormai quindici giorni) dalla nascita della città metropolitana (prevista per il 1° gennaio) pochi giorni fa ha varato un piano definito «parziale modifica alla struttura organizzativa dell'ente».

«La costituzione della Città metropolitana - si legge nel provvedimento - si presenta come una straordinaria occasione per ripensare il territorio milanese. Il prezioso ruolo che essa può svolgere, in effetti, è quello di motore per la razionalizzazione e il conseguimento di efficienza, nelle strutture e nelle attività del governo locale». Nel provvedimento si cita uno studio che compara le performance provinciali lombarde e nazionali in relazione a cinque indicatori: il Pil pro capite, l'indice di occupazione, i tassi di impiego nell'industria, nel commercio e nel terziario. «Sulla base delle risultanze di tale comparazione - si legge - la Provincia di Milano, a breve Città Metropolitana, può essere considerata il vero e proprio “motore” dell'economia nazionale avendo su quasi tutti i 5 indicatori considerati, performance superiori, sia a livello lombardo che nazionale. Tuttavia, uno studio più dettagliato degli indicatori mostra come la futura Città Metropolitana milanese per sostenere il confronto con le altre grandi aree urbane europee debba migliorare la sua capacità di produrre reddito e di innovare i processi sociali ed economici. Il confronto con i principali centri economici europei e con l'Unione Europea, sulle best practices, diventa quindi essenziale in questa fase di avvio della Città Metropolitana».

«In questo quadro complesso ed articolato - si argomenta nella relazione tecnica - risulta altresì necessario supportare e consolidare i rapporti con le istituzioni e le rappresentanze internazionali di tutti i livelli, per garantire gli impegni della Provincia di Milano-Città Metropolitana in tema di Expo 2015». «Le risorse umane, finanziarie, la micro struttura e gli strumenti di programmazione e controllo - si precisa - saranno allineati e resi coerenti con le indicazioni contenute nella presente deliberazione, attraverso successivi atti».

E in effetti l'assessore Cristina Stancari precisa: «Non si tratta di una nuova struttura, è solo una posizione, una funzione organizzativa. In passato era svolta da un dirigente che purtroppo è venuto a mancare. C'è stato uno smembramento e questa casella era scomparsa. Ora noi la riempiamo ma resta una casella vuota, quando arriverà la Città metropolitana potrà farla riempire. Noi lasciamo un organigramma in ordine».