Quarant'anni di allarmi e proclami

«Un intero quartiere nella zona nord est di Milano è stato allagato questa sera dopo un violento temporale, a causa dell'ennesima esondazione del fiume Seveso». Attuale, no? E invece è vecchia di trent'anni. Trentatrè, per l'esattezza. Erano il 24 settembre del 1981 quando l'agenzia Ansa lanciava in rete la notizia della piena. Ma il take proseguiva impietoso: «L'esondazione del Seveso è oramai da anni conseguenza quasi scontata di ogni temporale che si abbatte sulla città. Ogni volta le proteste dei cittadini riportano alla luce vecchi progetti di uno scolmatore del fiume mai realizzato». Ecco, 34 anni fa era l'ennesima esondazione, e i progetti di uno scolmatore già vecchi. Dunque, nel 1981 il problema era già datato. E allora, di cosa stiamo parlando oggi?
E a scorrere gli archivi dell'agenzia di stampa nazionale si scopre l'ovvio. E cioè che quando piove si riempiono i fiumi. E che i canali milanesi non reggono un minimo aumento della portata d'acqua. Questione di danni, disagi e denaro pubblico. Qualche esempio sparso tra i decenni scorsi. Primo ottobre 1993. «Polemica fra Lombardia e governo per l'esclusione di questa regione dall'assegnazione di contributi per i danni causati dall'ondata di maltempo che ha colpito il Nord. Da una prima stima fatta dalla Regione Lombardia, le alluvioni hanno causato alle sole opere di competenza regionale danni per oltre 24 miliardi». Il 4 gennaio del 1984, la Regione Lombardia stanzia 56 miliardi «nel settore delle opere pubbliche», inclusi «il rifacimento del rivestimento dell'alveo del canale scolmatore nord ovest (3 miliardi)», e il «il risanamento del torrente Seveso (9 miliardi)».
Da decenni, insomma, siamo fermi al palo. Un temporale un po' più forte della norma e scatta - oggi come allora - «l'allarme della protezione civile» (Ansa del 16 ottobre 1996). «Lambro e Seveso sono tracimati con pesanti ripercussioni sul traffico». Poteva essere ieri, è stato scritto il 17 novembre del 2000. Da quarant'anni è sempre la stessa notizia. La soluzione al problema? Una buona intenzione della politica. Ma le buone intenzioni se le porta via il vento. Anzi, l'acqua.