Quegli scatti esclusivi sulle meraviglie del Fai

Nella Torre Hadid di Banca Generali, i luoghi cult d'Italia fotografati dai Stefano Guindani

Francesca Amè

Villa Necchi Campiglio è uno dei posti magici di Milano: il gioiello del Fai, progettato dal genio di Piero Portaluppi in via Mozart, è ben noto ai milanesi ma il fotografo Stefano Guindani è riuscito a catturarne l'anima con inquadrature da un inedito punto di vista. Quella di Villa Necchi è solo una delle gigantografie da oggi esposte nell'avveniristica Torre Hadid, nel palazzo di Banca Generali che è simbolo del quartiere City Life. Nell'atrio del grattacielo, a disposizione di tutti gratuitamente fino al 15 novembre, si possono ammirare Meraviglie Nascoste, una mostra fotografica di Stefano Guindani patrocinata dal Fai. Una ventina di scatti sono dedicati a otto gioielli del Fai che, su modello del National Trust inglese, dal 1975 si adopera per la tutela e la conservazione del nostro patrimonio: «Promuoviamo amore, conoscenza e godimento del paesaggio e del patrimonio storico-artistico della nazione», ha detto Angelo Maramai, dg del Fai. Alla vigilia delle «Giornate Fai d'Autunno», Banca Generali ospita nel suo palazzo di vetro e cemento, davanti a vetrate che permettono la vista anche a chi è di passaggio, deliziosi contrappunti di bellezza italiana. Stefano Guindani ha ritratto, con una particolare attenzione alle luci e alle ombre, anche il Palazzo della Pusterla a Miano («luogo straordinario, ma non semplice da fotografare»), la perla ligure di San Fruttuoso, ripresa dal mare, come devono averla vista gli antichi pirati che vi approdavano, e poi ancora il delizioso Castello della Manta, in provincia di Cuneo, con mirabilli affreschi all'interno della fortezza, il Castello e il Parco di Masino, che si erge a Caravino, non troppo lontano da Torino, la stupenda Villa del Balbianello, affacciata sul lago di Como, e Villa Panza, tesoro artistico del Varesotto e scrigno di una mirabile collezione di arte contemporanea. «Alcuni di questi luoghi sono celeberrimi, altri meno commenta Guindani - . La sfida era ritrarli in maniera inedita, cercando negli spazi quelle linee geometriche che portano armonia negli occhi di chi osserva e generano emozioni». E, possiamo aggiungere, la voglia di andare a vedere queste meraviglie con i propri occhi.