Quei testi inediti del cardinal Martini

Anticipazioni dall'opera omnia curata dalla Fondazione. Oggi la messa e un film

Sabrina Cottone

Ci sono anche brani inediti che riguardano il rapporto tra sant'Ignazio e Martin Lutero nel secondo volume dell'opera omnia di Carlo Maria Martini voluta dalla Fondazione Martini. Il libro si intitola «I Vangeli. Esercizi spirituali per la vita cristiana» (Bompiani, 1158 pagine, 25 euro), sarà in libreria domani e raccoglie le meditazioni del padre gesuita sui testi di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

Arriva nel quarto anniversario della morte del cardinal Martini, avvenuta a Gallarate il 31 agosto 2012 e che sarà ricordata con una Messa celebrata alle 17,30 in Duomo dall'arcivescovo, Angelo Scola. A seguire, alle 19,30, al Centro San Fedele di via Hoepli, sarà proiettato in anteprima gratuita aperta al pubblico il docufilm «Carlo Maria Martini, profeta del Novecento», a cura di Antonia Pillosio e Giuseppe Giangiorgi, prodotto da Rai e Fondazione Martini, ricco di interviste al cardinale e sul cardinale.

Lutero e il protestantesimo, su cui intervengono i testi inediti del nuovo libro, sono temi di particolare attualità in questi mesi di preparazione del viaggio di Papa Francesco a Lund, in Svezia, il prossimo 31 ottobre, per il cinquecentesimo anniversario della Riforma, che cade nel 2017. «L'intuizione di sant'Ignazio nel porre l'esercitante di fronte a una scelta di elementi della parola di Dio è un po' parallela a quella di Lutero al tempo di sant'Ignazio» scrive Martini.

Entrambi, sant'Ignazio e Lutero, operarono tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento e si trovarono a riscoprire «la ricchezza della parola di Dio», ma le loro proposte di fronte al medesimo tema sono diverse. «Lutero ha proposto la sua chiave di lettura nella fede che salva gratuitamente - scrive il biblista gesuita -. Sant'Ignazio trova invece la sua chiave interpretativa (non è l'unica ma ve ne sono molte altre possibili) nel Cristo: la vita, la passione, la morte e risurrezione di Gesù sono al centro degli Esercizi».

Questi passaggi inediti costituiscono il capitolo introduttivo «La parola di Dio e gli Esercizi». Anche se Papa Francesco ha reso la pratica di meditazione dei Gesuiti ormai molto conosciuta, è bene specificare di che si tratta per chi non lo sapesse: tre, cinque, otto o più giorni da trascorrere cessando ogni attività, in un ambiente di ritiro dalle altre occupazioni per pregare, con una guida, sulla parola di Dio, cercando ciò che essa vuole dire nella vita di ognuno. Il libro è il frutto delle innumerevoli volte in cui il cardinale ha predicato in modo sempre vario questi Esercizi a sacerdoti, religiosi e religiose, laici, offrendo meditazioni sui Vangeli che fanno da spunto per la riflessione personale.

In Duomo gruppi di pellegrini sono già arrivati e la lampada è accesa sulla tomba dell'arcivescovo, che si trova all'altare della Croce di San Carlo, con il motto episcopale di Martini, pro veritate adversa diligere. Come ha spiegato il presidente della Fondazione, il gesuita padre Carlo Casalone, significa «affermare la verità anche quando non torna a proprio vantaggio... ma anche come l'ascolto profondo e attento di chi appare avversario sia determinante nella ricerca della verità, di cui il dialogo è parte costitutiva».