Quelle battaglie che fecero la storia dell’arte

Milano è capoluogo di mille sorprese e di tesori nascosti che di tanto in tanto si svelano agli abitanti. Uno di questi è il settecentesco Palazzo Cusani situato a due passi dalla Pinacoteca di Brera, presidio dell’Esercito Militare Lombardia e dunque precluso ai più. Peccato. Ma una bella occasione per percorrerne i sontuosi e damascati saloni, ricchi di fregi, tra preziosi arredi ed opere d’arte, è data da una brillante mostra che mai sede migliore poteva trovare. L’«Arte delle Battaglie» raccoglie una quarantina di dipinti a cavallo tra Seicento e Settecento realizzati da alcuni dei migliori esponenti del «genere bellico», come Courtois, Graziani, Parrocel, Casanova, Masturzo, Zais, Weenix, Stom, Graziani, Simonini, Reschi, Calza, Querfurt, Van Bunnik. Il tema delle battaglie, che ebbe fiorenti pionieri nei Paesi Bassi ma che in Italia ebbe validissimi epigoni, potrebbe non solleticare i gusti di un pubblico esteso. In realtà la mostra (visitabile su appuntamento) merita grande attenzione per la rarità di opere rare selezionate per la loro qualità secondo un filone cronologico e tematico certamente non consueto nel panorama espositivo sull’arte storica. Il fil rouge con la prestigiosa cornice che ospita il Circolo ufficiali fa il resto. Merito della curatrice Michela Ferrari che opera all’interno del progetto Promoart, società che si occupa di promuovere l’arte antica e che, con la collaborazione dei maggiori esperti, garantisce l’attribuzione certa e l’ottimo stato di conservazione delle opere. La mostra in corso, che si concluderà tra una settimana, costituisce il primo di una serie di eventi espositivi tematici che verranno proposti ciclicamente nelle sale di Palazzo Cusani.
Tra le opere esposte, vere e proprie chicche di un genere che in Italia ebbe prestigiosi esponenti nel Napoletano, in Emilia e nel Veneta. Sono assenti, è vero, alcuni capiscuola come i partenopei Aniello Falcone o Andrea de Lione, ma non mancano opere maggiori di «battaglisti» che seppero far tesoro della lezione dei grandi maestri, in testa Luca Giordano. Tra questi, Marzio Masturzo e Ciccio Graziani; del primo è esposta una spaziosa «Battaglia» che si svolge dinanzi alle mura di una riconoscibile antica Roma. Rara e pregevole la «Battaglia notturna» di Matteo Stom, un dipinto quasi cinematografico nei suoi bagliori di luci e fuochi bellici. Una chicca l’opera di Guillaume Courtois, fratello di Jacques che trae spunto dalla «Caduta di Saul» per realizzare una battaglia inedita per stile, lui che raggiunse la fama come pittore di figura.
Di Graziani sono invece in mostra due coppie che testimoniano l’abilità e velocità dell’artista nei cromatismi e nella sintesi delle forme. Di scuola veneziana altre due coppie di Francesco Casanova che nella seconda metà del Settecento fu più famoso del celebre fratello Giacomo e che si affermò soprattutto a Parigi dove seppe compiacere il gusto rococò dell’epoca. Restando in area veneta, da segnalare anche una coppia di pregevoli «Battaglie» di Giuseppe Zais, anch’egli non uno specialita del genere bellico, quanto più affermato paesaggista. «La sua è una presenza importante - sottolinea il professor Giancarlo Sestieri, autorevole esperto di “battaglisti“ - e per di più con due opere qualificanti in cui ha avuto modo di mettere in luce le sue doti di fluida e brillante pittoricità, perfettamente al passo con gli avanzamenti estetici della pittura veneziana della prima metà del ’700.
Palazzo Cusani, via Brera 15
Su appuntamento tel.024235699