«Qui è stato come uno tsunami Merce distrutta per 40mila euro» La storia

Per loro, gli Spinelli - titolari di un negozio di Hi-Fi e audio in viale Zara 108 ma con i magazzini in via Vulci 7 l'esondazione è stata «uno tsunami». Enea 39 anni (nella foto) e la moglie Chiara, 42enne, genitori di tre figli, stanno con gli stivali di gomma in mezzo alla melma, portano via scatoloni smembrati, il loro archivio di documenti, apparecchiature nuove che avrebbero dovuto disporre in negozio e che adesso sono da buttare. La violenza dell'acqua in uno delle loro cinque cantine ha sfondato il muro confinante con quello di un vicino creando un enorme squarcio. «E se in quel momento fossimo stati lì?» mi dice Chiara. Conscia che aver salva la vita è importante ma anche un danno da «almeno 40mila euro» come quello subito da lei e dal marito lo è. «In una delle cantine-garage c'erano due moto Ktm da cross, una di mio marito e una di mio figlio, più uno scooter: le abbiamo viste galleggiare. E sono tutte da buttare».
Tuttavia, il fenomeno più terribile, anche per gli Spinelli, non è la perdita economica o lo spavento. «È il fatto che nessuno ti dà una mano adesso - spiegano sconsolati la donna e il marito -. Stamane (ieri per chi legge, ndr) abbiamo chiamato il Comune, ci hanno risposto che non era di loro competenza suggerendoci di rivolgerci alla Protezione civile. Lì invece ci hanno spiegato che loro intervengono solo per le grandi calamità. “Chiamate i vostri spurghii privati poi si vedrà“ hanno detto. I pompieri poi sono stati qui 5 minuti per verificare l'agibilità e non li abbiamo visti più»
«Io Pisapia l'ho votato sa? - conclude Chiara Spinelli con un altro sorriso - . E ci voglio credere che mi risarcirà, come ha promesso».