Rapine, violenze e Youtube: presa la baby Arancia meccanica

A Quarto Oggiaro colpi con armi giocattolo, auto rubate e filmati

Una volta portati al commissariato di via Satta per essere interrogati, da veri sbruffoni menefreghisti, i ragazzini non hanno esitato a indossare gli stessi abiti messi durante le rapine. E mentre i poliziotti prendevano le loro impronte, giocavano con il telecomando. Al momento dell'arresto, poi, l'apoteosi: «Bene, bene. Ora andiamo a far casino al Beccaria» hanno esclamato, postando poi il video della scena online.

Senza dover quindi scomodare la famigerata pellicola firmata da Stanley Kubrick, «Arancia Meccanica», (nome dell'operazione di polizia, ndr) va sottolineato, a chi avesse mai pensato che a Milano le baby gang negli ultimi anni fossero in netta diminuzione, che il fenomeno esiste eccome: è semplicemente mutato. E in peggio.

Ad esempio a Quarto Oggiaro, il dirigente di polizia Antonio D'Urso e la sua squadra di polizia giudiziaria, hanno appena arrestato i membri di una delle più violente bande di giovanissimi che forse ci siano mai state in città. Mini gang, d'accordo. Ma solo per dati anagrafici. Giovani che, in quanto a ferocia e totale assenza di scrupoli, nulla hanno da «invidiare» a certe batterie di rapinatori adulti, balordi navigati. Ragazzini che da aprile a giugno hanno messo a segno almeno 12 rapine. Arrivando persino a speronare una volante della polizia con una macchina noleggiata dopo aver rubato i dati del proprietario online.

Così, con accuse che vanno dalla rapina alle lesioni, dalla sostituzione di persona ai furti e alla ricettazione, in manette sono finiti quattro ragazzini tra i 14 e i 16 anni (tra i quali due rispettivamente di 15 e 17 anni, di origine romena ed egiziana) che già da bimbi erano stati responsabili di gesti di bullismo. E ora maneggiano pistole e coltelli con la stessa disinvoltura con cui potrebbero guidare uno ìscooter. Infatti a casa loro la polizia ha trovato un fucile di precisione, un fucile a pompa, due pistole e una carabina. Tutte riproduzioni di armi vere, ma senza il tappo rosso che contraddistingue i giocattoli. Con questo arsenale per ragazzini, i quattro hanno assaltato negozi, sale slot, alberghi, tabaccherie. Colpi che fruttavano in media dai 3 ai 5mila euro.

I bersagli preferiti erano però le persone. Fermate nella zona dell'Arco della Pace, e ripulite di telefonini costosi, pc o tablet che perlopiù poi rivendevano. O, com'è capitato a un ragazzo, di un paio di scarpe da 530 euro.

«Le famiglie sono disastrate» spiegano gli investigatori. A segnalare la condotta fuorilegge dei ragazzi sono stati infatti alcuni parroci, che conoscono genitori e figli da tempo. Un paio di questi ragazzi non hanno il padre, altri abitano con parenti che comunque si curano poco o niente di loro. A «gestirli » c'è invece un pluripregiudicato egiziano di 23 anni arrestato recentemente sempre a Quarto Oggiaro per detenzione di hashish e marijuana. Il nordafricano - una sorta di punto di riferimento per i quattro ma anche una figura carismatica verso la quale la gang nutriva dipendenza psicologica al punto da volersi «accreditare» nei suoi confronti - forniva loro droga, armi e passamontagna. I ragazzi ricambiavano con il bottino dei colpi, per lo più cellulari e contanti. E quando i giovani hanno rapinato una Porsche Cayenne - puntando una pistola in faccia al guidatore - l'auto è stata vista scorrazzare nel quartiere come se nulla fosse.

Ad altre vittime è andata anche peggio. C'è infatti una donna con un dito fratturato e un uomo colpito con il calcio di una pistola (10 punti di sutura).

Sempre per ostentare le proprie prodezze, la baby gang non ha esitato a mostrare sui social armi e oggetti di valore presi con la forza. Nonché a comparire come piccoli gangster su YouTube, nel video di un rapper.