Ravizza dopo 142 anni di scarpe e vestiti ora lancia il suo bistrot

Dalla caccia alla tavola il passo, in teoria, è breve. Se però uno dei più storici negozi di Milano dedicato all'arte venatoria e all'abbigliamento sportivo apre nel retro una cucina e attrezza tavoli per brunch e aperitivi, allora si può parlare di salto quantico. D'accordo, viviamo l'era delle contaminazioni e la congiuntura invita molti esercenti a creative riconversioni, ma «Ravizza 1871» di via Hoepli, a due passi da San Babila, rappresenta da sempre un'istituzione per i milanesi amanti della moda classica in stile british, quella dei capi da caccia realizzati su misura, dei cappotti e giacche a tre bottoni, delle calzature e dei giubetti in pelle importati dalle concerie americane, inglesi, irlandesi e austriache. Ebbene, tra non più di dieci giorni, il negozio fondato alla metà del diciannovesimo secolo dalla ditta Bellotti (oggi Ravizza) offrirà taglieri di formaggi scelti, calici di malvasia e salumi piacentini (ma non solo). La passione del «food», che da tempo riempie i rotocalchi e fa da locomotiva al turismo culturale, scardina certezze e irrompe nei sacrari della moda; anche quella più tradizionale come nel caso di Ravizza, con le sue eleganti vetrine che un tempo ospitavano accessori da caccia e pesca e da anni sono punto di riferimento per i cultori delle linee sartoriali classiche (senza problemi di portafogli). «Niente di male» dice il signor Geri Pelli, direttore del negozio con lo storico stemma del cane con il bersaglio. «In realtà il progetto è nato quasi per gioco e da una nostra personale esigenza: quella di degustare un aperitivo come si deve in una zona, quella tra San Babila e piazza Meda, che alla chiusura degli uffici è praticamente morta. E allora ci siam detti: perchè non farlo noi visto che gli spazi, tra pianterreno e seminterrato, certo non mancano?». Quello che avverrà, tra la comprensibile sorpresa dei clienti più affezionati, sarà una rivoluzione copernicana che trasformerà il brand in un luogo del gusto e del buon vivere, fondendo lo stile caro ai Ravizza a un'atmosfera di convivialità. I lavori di ristrutturazione sono in corso e di fronte al negozio sorgerà un dehor di trenta metri arredato classicamente e con divani in stile al posto delle sedie. Il «bistrot» di Ravizza aprirà i battenti al mattino servendo piccole colazioni e chiuderà alle 22 con aperitivi classici, rigorosamente banditi gli happy hour. «Nel centro di Milano manca un posto di classe dove pasteggiare e conversare al di fuori dalla baraonda delle pause pranzo e dei bar per turisti - dice il signor Pelli - ma l'idea è venuta anche sulla falsariga di alcuni negozi tradizionali che esistono nel sud dell'Olanda, dove la cultura sportiva si associa alla convivialità. Nel nostro caso offriremo un cibo classico e di qualità, rigorosamente fresco, come si addice al nostro pubblico».
Il dehor ospiterà la clientela ma, ovviamente, anche l'interno del negozio subirà qualche stravolgimento. «Era inevitabile, così il vecchio mobile che esponeva le borse diventerà il banco bar, mentre il tavolo delle stoffe si trasformerà in una tavola conviviale». Non resta che attendere l'inaugurazione che potrebbe anche riservare qualche sorpresa: chessò, un aperitivo a base di cacciagione, tanto per restare in tema.
giandomenico.dimarzio@ilgiornale.it