Recitare versi vale almeno un caffè

Lo scrittore Catalano lancia l'iniziativa. E nasce la prima collana

Antonio Bozzo

Oggi è il primo giorno di primavera e (non tutti lo sanno) la Giornata Mondiale della poesia, istituita dall'Unesco nel 1999. Come la festeggia Milano? Con un caffè poetico e una nuova collana di poesia, edita da Jaca Book. Cominciamo dall'espresso fumante. Il caffè viennese Julius Meinl, apprezzato in tutta la Mitteleuropa, torna con "Pay with a Poem": a chi comporrà una poesia nelle sue caffetterie milanesi (quattro in città, tre nell'hinterland: nomi e indirizzi su pagina Facebook JuliusMeinlOfficial e sul sito www.meinlcoffee.it) verrà offerta una tazzina della celebre miscela. Ambasciatore italiano dell'iniziativa è il poeta, scrittore e performer torinese Guido Catalano, aiutato da La Pina e dall'artista Luca Barcellona. La collana dedicata alla poesia, chiamata Cantos (omaggio a Ezra Pound) e diretta dal poeta Tomaso Kemeny e da Vera Minazzi, viene invece presentata stasera alle 18.30 nella libreria Città Possibile, in via Frua 11. La collana inaugura dal con "The essential" (testo inglese a fronte), di Brendan Kennelly, irlandese la cui poesia è definita "socievole", anche se tocca gli aspetti più disperanti della condizione umana. Il secondo volume di Cantos (la collana è imperniata sulla produzione poetica del Novecento e contemporanea), previsto per maggio, sarà "Nè l'esistenza, nè la scala", di un transilvano della minoranza magiara - Kemeny è di origine ungherese, normale l'attenzione verso quei mondi-, Geza Szocs, che è stato attivo nella lotta contro il regime comunista di Ceausescu e che il «New York Times» vorrebbe premiare con il Nobel. Una bella sfida, questa di Jaca Book, meritevole di incoraggiamento: la poesia è una nicchia nel mercato editoriale, tenerne alto il livello, come fa Cantos, è un orgoglio per il lavoro culturale fatto a Milano. Saranno pubblicati anche autori italiani, ma per adesso la luce illumina nomi internazionali. «Credo nella poesia - dice Tomaso Kemeny - come rinnovamento culturale attraverso la bellezza. I versi sono il fondamento della civiltà, non solo della nostra. Gli uomini hanno sempre sentito il bisogno di innalzarsi con le parole. Forse oggi la scuola e il mondo culturale non mettono più la poesia al centro, ma bisognerebbe farlo». Chiedere a Kemeny i poeti italiani contemporanei ai quali e più fedele, lo mette in imbarazzo. Poi fa i nomi: «Giuseppe Conte e Flaminia Cruciani». Autori da comprare in libreria, come Brendan Kennelly. Perché alla fine, per far vivere la poesia, occorre che i libri siano venduti.