Regione Lombardia finanzia i musei d'impresa. Orsini: "Così si valorizza il bello del made in Italy"

La giunta ha stanziato 320mila euro a sostegno delle iniziative museali e degli archivi delle Pmi. Il presidente di FederlegnoArredo: "Conoscere la storia e l’evoluzione delle imprese aumenta la consapevolezza del valore del prodotto e la diffusione della cultura del bello e ben fatto tipico dell'Italia"

La Giunta regionale lombarda stanzia 320.000 euro per la valorizzazione dei musei, degli archivi storici e del patrimonio storico d’impresa delle Pmi. La decisione, avviata o dal dialogo tra FederlegnoArredo e Regione Lombardia, è un importante passo avanti per supportare le imprese nella fase più critica e delicata: quella della gestione dei Musei che richiede un investimento attivo e continuativo da parte dell’azienda in termini di risorse finanziarie e umane.

“Il Salone del Mobile.Milano appena concluso ha messo in evidenza una nuova sensibilità nei confronti della filiera legnoarredo, suggellando definitivamente il legame tra industria e cultura che è alla base del successo internazionale del nostro settore. Come sottolineato più volte le istituzioni non possono trascurare il design, ma devono promuovere un progetto più ampio che consenta di unire e rafforzare il rapporto tra sapere e produrre - commenta Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo -. Non posso quindi che accogliere favorevolmente la delibera sul contributo ai Musei d’impresa delle Pmi lombarde votata dalla giunta regionale che ha concretizzato un lungo lavoro preparatorio tra la federazione, l’assessore allo Sviluppo economico Alessandro Mattinzoli e il presidente Attilio Fontana. Auspico che in futuro vengano aumentate le risorse per estendere il beneficio anche alle aziende di grandi dimensioni”,

Si tratta di un primo, importante passo che pare la strada a iniziative analoghe in altre regioni d’Italia con l’obiettivo di promuovere e sostenere tali realtà valorizzando l’intero sistema produttivo del made in Italy, arricchendo e diversificando l’offerta culturale e turistica dei territori di riferimento attraverso un network integrato di turismo industriale.

“Il museo d’impresa si manifesta come luogo dinamico di istruzione e valorizzazione dell’azienda, della sua storia e dei suoi progetti, con ricadute positive tanto sul territorio che sul posizionamento dell’azienda stessa nei confronti di operatori di settore e grande pubblico - conclude Orsini -. Conoscere la storia e l’evoluzione delle imprese aumenta la consapevolezza del valore del prodotto stesso e aiuta alla diffusione della cultura del bello e ben fatto tipico del made in Italy”.

Commenti

portuense

Gio, 18/04/2019 - 07:23

A PROPOSITO DEL MADE IN ITALY, IERI VOLEVO COMPRARE UN PAIO DI SCARPE, ho trovato solo scarpe dalla cina,vietnam.bosnia,ucraina,india, etc.....naturalmente non ho preso nulla, ma bisognerebbe obbligare i commercianti ad avere anche un certo quantitativo di prodotti nazionali...