«Regione parte civile» E Formigoni s'arrabbia

Il ritorno in grande spolvero dell'oggi presidente della commissione Sanità al Senato Roberto Formigoni riapparso abbronzato dal sole di Sardegna alla prima uscita di Forza Italia sabato scorso all'Auditorium di via Corridoni, torna a dar vita a quel duello rusticano con il governatore Roberto Maroni che già aveva infiammato il tramonto della scorsa legislatura e soprattutto la scelta del candidato alla sua successione per il centrodestra. Una decisione che cadde su Maroni, proprio l'alleato il cui tradimento era stato considerato da Formigoni la causa della sua caduta.
Ad armare le lingue che oggi tornano a farsi velenose, la notizia apparsa su Repubblica che conferma quanto già anticipato tempo fa da Maroni e cioè che la Regione si costituirà parte civile in tutti i processi in cui si considererà parte lesa. E quindi anche in quello alla Fondazione Maugeri in cui Formigoni e alcuni fedelissimi sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Con Maroni che ieri ha spiegato che «non è ancora stata fatta la costituzione perché c'è ancora tempo, ma quando sarà il momento la faremo». Non un'iniziativa ad personam, ci tiene a precisare, perché «come giunta abbiamo stabilito una regola che vale per tutti e la Regione si costituirà parte civile in tutti i procedimenti penali in cui è parte offesa». E il fatto che Maroni abbia dato mandato al suo avvocato di fiducia Domenico Aiello, ha scatenato l'ira di Formigoni che parla di «un fatto mai visto prima» e di «scorrettezza istituzionale». Perché «il presidente Maroni ha dato l'incarico non all'avvocatura regionale (come è sempre avvenuto) che è un organo istituzionale assolutamente qualificato e di grande efficacia, ma al suo avvocato personale al quale verrà evidentemente corrisposta congrua parcella a spese di Regione Lombardia». Immediata la replica del Pirellone, secondo cui «la scelta di affidare a un avvocato esterno la difesa della Regione in procedimenti civili e penali che coinvolgono ex amministratori è una prassi consolidata e seguita sino a ora proprio dalla giunta guidata da Roberto Formigoni». E fra i precedenti ci sarebbero «numerosi procedimenti penali riconducibili alla gestione della formazione professionale. Questa prassi dunque serve a garantire una difesa priva di ogni elemento di possibile conflitto tra le strutture all'interno dell'amministrazione regionale nei casi in cui sono coinvolti amministratori e alti dirigenti». Lunedì l'udienza preliminare.
E ieri davanti alle telecamere dell'Aria che tira (La7), il colpo basso. «Maroni - la stilettata di Formigoni - ha nominato non l'avvocatura della Regione, ma il proprio avvocato personale Domenico Aiello. Un calabrese, tra l'altro marito di una dirigente di Regione Calabria che si occupava di Finanza e che Maroni ha portato in Regione Lombardia per farla dirigente dei Trasporti. Mi dicono che sia molto brava, ma non si è mai occupata di trasporti in vita sua».