Restaurati 15 monumenti (e senza pagare un euro)

Da piazza Scala a Missori, statue e obelischi tornano a splendere Oltre un anno di lavori coperto totalmente con i soldi della pubblicità

La statua di Leonardo in piazza Scala, il monumento a Giuseppe Missori nell'omonima piazza, la statua equestre a Napoleone III, il monumento a San Francesco in piazza Sant'Angelo. E ancora il monumento a Costantino a San Lorenzo, il monumento a San Giovanni Nepomuceno nel cortile di piazza d'armi del Castello, il monumento a San Lazzaro. Chi conosce l'obelisco del Piermarini tra via Marina e via Boschetti? E il monumento a San Calimero a Crocetta? Sono in tutto quindici i monumenti che da oggi tornano al loro antico splendore grazie al restauro conservativo che è stato ultimato in questi giorni. Gli altri indirizzi: il monumento al Bersagliere in largo Bersaglieri, la piazza dedicata alla fanteria dell'esercito italiano firmato da Robaudi, Porta Nuova, Porta Ticinese, in piazza Fontana il monumento ai Caduti di Mentana. Infine ai giardini Montanelli la statua a Giuseppe Sirtori e a Cesare Beccaria: tutti pronti per essere ammirati nel loro splendore.

«Altri 15 cantieri terminati per il restauro di monumenti» dove il Comune non ha «sborsato nulla, anzi ne ha guadagnato con l'imposta pubblicitaria - ha commentato l'assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza -. Sono state scelte delle aziende molto serie che hanno realizzato i restauri puntualmente» ha aggiunto ricordando gli altri 25 interventi realizzati in su monumenti e fontane. Dietro Exponsor Art TMC Pubblicità srl, Acone srl ed Externa Spa che hanno sostenuto l'intero onere del restauro, versando anche il canone per la pubblicità.

La sistemazione dei 15 monumenti è frutto di un bando di gara «chi ha vinto li ha restaurati in cambio della sponsorizzazione». La base d'asta era di 1 milione e 650mila euro, il costo stimato dall'azienda che ha poi provveduto agli interventi è risultata di circa 2 milioni e 300mila euro.

Di chi sono le mani d'oro che si sono occupate di pulire i gioielli di famiglia? Exponsor art in progress ha visto la partecipazione di due delle più qualificate società di restauro italiane, la Gasparoli Srl e lo Studio Restauri Formica Srl, che hanno lavorato sotto la supervisione della Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali di Milano.

Ma questi non sono gli unici cantieri a chiudere per Expo: è prevista infatti in questi ultimi due giorni la conclusione dei lavori in via Foscolo, Berchet, Santa Redegonda all'ombra del Duomo. «In Duomo è stato solo momentaneamente congelato il cantiere per la nuova pavimentazione sul lato del Museo del Novecento - ha spiegato l'assessore - per via del palco del concerto del 30 aprile. Le nuove pietre saranno posate quando il palco sarà smontato, per non rischiare che vengano rovinate dal passaggio dei camion».

In via di conclusione le piste ciclabili di largo Cairoli e di via Verdi. Sarà invece sistemata a maggio, ma di notte, la pavimentazione di corso Garibaldi. «Abbiamo deciso di non bloccare i cantieri durante Expo, a parte quelli in centro, per continuare la manutenzione alla città e per non mettere ulteriormente in crisi le aziende».