«Ripensare la cultura del cibo come fonte primaria di salute»

Silvio Garattini, fondatore e direttore dell'Istituto di Scienze farmacologiche «Mario Negri».
«Non penso alla costruzione di un nuovo centro dedicato all'alimentazione, di centri ce ne sono già troppi, e non entro nel merito se sia giusto o meno.
Invece vorrei che si venisse a formare una sorta di rete tra le istituzioni, gli istituti e gli organismi competenti per fare di Expo il momento fondante di una cultura dell'alimentazione che non sia fatta solo di parole, ma di interventi mirati proprio per trasformare il rapporto che l'essere umano ha con quanto ingerisce ogni giorno senza pensarci. Temo che l'Esposizione sia ancora una volta una fiera di prodotti, figli del consumismo, e che purtroppo ancora una volta non facciano altro che incentivare le persone all'assunzione smodata e scorretta degli alimenti. Malattie dilaganti e temute, come il cancro e le patologie cardivascolari, sono strettamente connesse all'assunzione di troppi grassi animali, zuccheri eccessivi, piatti non salutisti che continuano a spopolare, come le patatine fritte. Expo è a Milano e l'Italia è il paese da cui nasce quella che continua ad essere la più sana delle diete: la dieta mediterranea. «Alimentare il Pianeta» è il principio di questo grande appuntamento. Vorrei che da qui partisse la cultura di un cibo come fonte primaria della salute del nostro corpo.