"Ritratti di città in un interno", dalle cartografie il racconto delle metamorfosi urbane

Alla Fondazione Stelline fino al 17 dicembre una inedita rassegna permette di scoprire, fra video e installazioni multimediali, l'evoluzione cittadina partendo dalle cartografie del periodo illuministico napoleonico. E offre una chiave di lettura particolare con i progetti che non sono mai stati realizzati

I documenti cartografici come base fondamente di una narrazione delle evoluzioni urbanistiche che hanno lasciato il segno e fanno parte della contemporaneità delle città. A proporre questa chiave di lettura inedita è la mostra Ritratti di città in un interno, curata da Maria Pompeiana Iarossi (Politecnico di Milano), Maura Savini (Università di Bologna) e Paolo Micalizzi (UniRoma3) che si inserisce nel percorso intrapreso dalla Fondazione Stelline dedicato alla conoscenza e alla divulgazione dei temi della città metropolitana, di analisi della trasformazione di Milano e del suo tessuto urbano e sociale.

Al centro della mostra - aperta al pubblico a ingresso libero fino a mercoledì 17 dicembre alla Fondazione Stelline - una ricerca sull'analisi cartografica delle città nel periodo illuminista e napoleonico che coincise son l'epopea del Grand Tour e della diffusione delle "carte" stampate, che furono uno degli elementi decisi per l'affermazione dello lo spirito più cosmopolita della classe intellettuale europea, ponendo le premesse per una democratizzazione del sapere cartografico, fino ad allora appannaggio di una ristretta cerchia.

Le moderne tecniche di visualizzazione satellitare, il web e le chiavi di lettura specialistiche offrono a tutti la possibilità di sapere come nei secoli è cambiato il territorio, pur mantenendo le basi che hanno le radici in tempi lontani. Ed è quello che propone l'esposizione costruita in due momenti: Ritratti di città in un internoRitratti di città: Milano perduta - Milano sperata.

Ritratti di città in un interno è dedicata alla presentazione del portale di accesso telematico ai webGis (Geographic information system) per conoscere il patrimonio documentale cartografico e iconografico di Milano, Bologna e Roma. L’allestimento, progettato da Lola Ottolini e Marco Borsotti, con filmati e installazioni multimediali consente al visitatore di viaggiare nello spazio e nel tempo, attraverso la narrazione del patrimonio visuale delle tre città. Un grande touchscreen permette di sperimentare direttamente la navigazione dal sito www.ritrattidicitta.it esplorando le città nella loro dimensione storica e spaziale, mostrando i processi di formazione e trasformazione attraverso il tempo: strutture multimediali fanno immergere il visitatore nelle strade e nei percorsi che furono, offrendo punti di vista diversi e inediti.

Ritratti di città – Milano perduta Milano sperata è un itinerario urbano che conducealla scoperta dei luoghi di Milano scomparsi oppure oggetto di progetti non realizzati: 22 tappe (elenco sulsito www.ritrattidicitta.it ) che consentedi riconoscere dei luoghi parte della vita quotidiana così come erano nei secoli scorsi. Codici QR e totem multimediali aprono finestre sul passato e sul mutamento nel tempo o, a seconda della posizione, suggeriscono come il luogo avrebbe potuto essere se determinati progetti o scelte non fossero stati realizzati.

"La Fondazione Stelline da tempo si dedica allo studio, allo sviluppo e alla narrazione di ciò che riguarda la città metropolitana, tema oggi più che mai di particolare centralità nella storia cittadina - spiega PierCarla Delpiano, presidente della Fondazione Stelline –. La mostra unisce passato presente e futuro: raccontare il passato, utilizzando le tecnologie del presente, per proiettarci in una visione futura. Passaggi ben evidenziati in questa esposizione che offrono al visitatore la possibilità di confrontare e conoscere direttamente tre città italiane, e il loro importante sviluppo urbano, cogliendone similitudini e differenze".

"La mostra e l’itinerario rappresentano l’esito di un lavoro pluriennale - aggiunge Maria Pompeiana Iarossi, coordinatrice del programma di ricerca – in cui il Politecnico di Milano, grazie alla sua vocazione multidisciplinare, è riuscito a far convergere l’apporto dell’Università di Bologna e di RomaTre con quello di 25 enti, archivi e musei. Obiettivo del progetto è rendere accessibile al cittadino comune e i bambini in età scolare fino al tecnico o allo studioso un patrimonio documentale ricchissimo, ma spesso non fruibile perché disperso in archivi diversi e non comunicanti".