"Rottamare" il Meazza? Sala scarica al Consiglio Allarme Corte dei conti

Il sindaco: ci sarà un ampio dibattito politico E ho chiesto pareri legali per evitare denunce

Nuovo stadio e un distretto dedicato allo sport, allo shopping e al divertimento sulle ceneri del Meazza? Milan e Inter hanno depositato il progetto in Comune due giorni fa, si è scatenato un movimento bipartisan anti demolizione e il sindaco non vuole rimanere con il cerino in mano. «Si aprirà un bel dibattito politico perchè San Siro ha un ruolo importantissimo - ha chiarito ieri Beppe Sala -, non è certamente un tema da vedere come rapporto tra le società e il sindaco o la giunta, il consiglio avrà un ruolo importantissimo e dovrà dare un'indicazione. Prima di tutto bisogna capire tecnicamente il contenuto della proposta e poi andremo in aula. Non che io non voglia prendermi delle responsabilità ma credo che sia importante». Sala peraltro ha ribadito di essere «tra i nostalgici di San Siro», più volte ha caldeggiato il restyling del Meazza piuttosto che la demolizione e ricostruzione di un nuovo impianto nell'attuale area parcheggio di fianco allo stadio, ma «di fronte alla proposta dei club non posso girarmi dall'altra parte, devo esaminare la questione. Il contratto di concessione del Meazza prevede anche per loro a un certo punto la possibilità di uscire, in teoria se opponessimo un muro totale potrebbero anche immaginare di lasciare Milano e andare a Sesto San Giovanni, come ogni tanto hanno paventato». Milan e Inter durante le ultime riunioni tecniche in Comune avrebbero fatto più volte riferimento all'offerta delle ex aree Falck, vicino a dove sorgerà la Città della Salute, a costo quasi zero. Un modo per alzare il potere di contrattazione? Forse, ma è indubbio che se i club annunciassero il trasloco da Milano si scatenerebbe la rivolta dei tifosi. Il progetto di fattibilità depositato in Comune è un file di 750 pagine che gli uffici dovranno esaminare nei dettagli. Il piano di fattibilità, è scritto, «è stato predisposto secondo la Legge sugli Stadi che promuove la valorizzazione delle infrastrutture sportive nel nostro Paese». Gli investimenti, circa 1,2 miliardi tra impianto e «cittadella» collaterale, «saranno sostenuti da Milan e Inter a fronte della concessione di un diritto di superficie a 90 anni, da assegnarsi tramite gara pubblica per la quale i due club in qualità di proponenti avranno un diritto di prelazione». Sulla concessione del diritto di superficie e la parte tecnico-giuridica in caso di stadio bis il sindaco precisa che «è ancora tutto da vedere. É chiaro che oggi lo stadio è di nostra proprietà quindi immaginate cosa voglia dire la sua distruzione e come reagirebbe la Corte dei Conti, essendo un asset patrimoniale dei nostri bilanci. Su questo ho chiesto agli avvocati di verificare». Se scattasse il diritto di superficie dell'area e di quanto viene costruito sulla stessa la proprietà tecnicamente resterebbe del Comune. «Questa era una delle ipotesi con cui abbiamo discusso insieme alle squadre - ribadisce Sala - ma vedremo quello che si può fare». Non è ancora arrivata invece la perizia economica sul valore Meazza commissionata mesi fa dal Comune all'Agenzia delle entrate. Nel merito il sindaco ribadisce che prima di esprimere un giudizio «non superficiale» sul progetto lo dovranno verificare prima attentamente gli uffici tecnici «il primo tema è capire se è in linea con il Piano di governo del territorio, poi è chiaro che si sono anche le leggi speciali». E sono quelle che Milan e Inter hanno scelto di percorrere per bypassare i limiti volumetrici del Pgt e raddoppiare le cubature, ossia la possibilità di sviluppare il distretto multifunzionale «attivo tutto l'anno, in cui si integreranno funzioni sportive, per il tempo libero e lo shopping» è scritto nel dossier. E la Legge Stadi, puntualizzano i tecnici dei club, «consente la costruzione di immobili con destinazioni diverse da quella sportiva, complementari e funzionali al finanziamento o alla fruibilità dello stadio». Già la concessione di un centro commerciale sull'area di San Siro è arrivata dal consiglio comunale nella prima fase del Pgt dopo lungo dibattito politico.

L'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran aveva auspicato che le società evitassero la «scorciatoia» della legge Stadi ma persino Sala giorni fa aveva ammesso che collegare il tema stadio al Pgt avrebbe impantanato il voto sulle nuove regole urbanistiche che invece è atteso a ottobre. Il raddoppio delle cubature «è un problema di base - ammette Sala -, credo si siano appellati alla Legge Stadi ma non è materia semplice da definire in 24 ore». E se i club contano di realizzare il nuovo stadio entro il 2023 e demolire il Meazza prima della cerimonia delle Olimpiadi 2026 Sala (per ora) frena: «É una promessa nel dossier, credo sia difficile non mantenerla».