A Salò c'è il "Barça" del Garda la squadra benedetta dal Vate

Una polisportiva con canottieri, velisti, nuotatori e triatleti, D'Annunzio negli Anni '20 ne scrisse il motto

Sul Garda bresciano c'è un piccolo Barcellona, un club polisportivo che non si occupa di sport di squadra ma sta facendo bene in altri cinque, considerando il bacino di utenza: la Società Canottieri Garda Salò ha appena festeggiato i 40 anni del suo polo sportivo, rinnovato nel 2014 e immerso in un parco di 15mila metri quadrati.

Ha il suo punto di forza nel complesso delle tre piscine interne e nella vasca olimpionica esterna, oltre una palestra perfettamente attrezzata con ambulatori per fisioterapia e riabilitazione. Lo scorso anno, gli ingressi singoli al Polo sono stati circa 190mila, a conferma dell'importanza della struttura riveste nel territorio. Insieme a questa peculiarità che ne fa uno dei vanti di Salò - più che mai capitale del Garda a livello turistico, culturale e sportivo (la Feralpi Salò in Serie C è arrivata a un passo dalla finale nazionale) la SCGS è attivissima sul fronte agonistico: dei circa 1000 soci, quasi un terzo fa parte delle squadre a vario livello. Con ottimi risultati nelle due discipline storiche per il club (la vela e il canottaggio) e buoni negli altri, in evidente crescita: triathlon, nuoto e tennis.

Capita solo qui che nello stesso fine settimana il team velico conquisti l'accesso alla finale della prestigiosa Sailing Champions League e una delle migliori rematrici Vittoria Tonoli colga l'argento ai campionati continentali giovanili. Non è semplice gestire un meccanismo così complesso, occorrono sponsor (c'è un club di ben 24 aziende) come i proventi del polo sportivo e di uno dei porti più grandi sui laghi lombardi, con 150 posti barca in acqua e a terra. E poi ci sono le buone idee: lo scorso anno, è stato lanciato il progetto «Il tuo nome nella storia della Canottieri ...per sempre», decisamente originale. Un fundraising che offre la possibilità di imprimere il proprio nome su una delle 450 stelle, incastonate nella nuova pavimentazione della sede. Un «sunset boulevard», ben disegnato, con costi che vanno da 100 a 2.500 euro per stella, a seconda di posizione e grandezza. «Abbiamo creato un'occasione unica di fermare il tempo e di testimoniare il proprio apporto alla Scgs, ai valori che pratichiamo e promuoviamo ogni giorno - spiega Marco Maroni, presidente del sodalizio del golfo - siamo convinti che a D'Annunzio, l'idea non sarebbe dispiaciuta».

Non è solo una battuta: fu il Vate, nei primi anni '20, a «regalare» agli amici salodiani l'eterno motto del club (Arripe remos'), a trovare il nome per la più importante regata di canottaggio (gli Agonali del Remo) e a far realizzare una scultura in argento massiccio, oggi esposta al Mu.Sa.di Salò per premiarne i vincitori. «Gli arditi simboli sembrano porre le vostre prore sotto l'auspicio dell'insigne liutaio che, per diritto di gloria dà il suo nome a Salò- scriveva d'Annunzio- Essa non è rostrata come le antiche corone dei vincitori navali; ma, a guisa di rostro, reca a poppa e a prua del palischermo d'argento il manico del violino col suo bel riccio. E i remi si tramutano in ali, quasi annunciando il prodigio del vostro ardore...»